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Ronde e tensioni a Rozzano, due indagati: cosa rischiano ora

22/09/2026 11:28 - Aggiornamento 22/09/2026 11:57

Due persone sono indagate per gli episodi di violenza avvenuti a Rozzano, alle porte di Milano. Secondo MilanoToday, la procura milanese procede per percosse con l’aggravante dell’odio razziale, sulla base degli accertamenti dei carabinieri. L’inchiesta riguarda le tensioni dei giorni scorsi: le responsabilità personali restano da accertare.

Persone in strada e pattuglie dei carabinieri a Rozzano durante le serate di tensione
Persone in strada e carabinieri a Rozzano. Foto: Facebook, Anonimo Rozzanese, ripresa da MilanoToday. Le persone ritratte non sono identificate come indagati.

Gli episodi al centro dell’inchiesta

La ricostruzione di MilanoToday parte da mercoledì 16 settembre: una quarantenne sarebbe stata strattonata e successivamente accompagnata in ospedale per controlli. Un giovane marocchino di 24 anni, indicato come presunto autore dell’episodio, sarebbe stato poi picchiato da alcuni passanti.

In serata, durante un raduno descritto come una ronda non autorizzata, sarebbe stato aggredito anche un altro cittadino marocchino, di 40 anni. Gli investigatori verificano inoltre possibili collegamenti con contrasti per il controllo dello spaccio: un’ipotesi da approfondire, non una conclusione dell’indagine.

Cosa rischiano i due indagati

Per comprendere il peso dell’accusa occorre distinguere il reato di base dall’aggravante. L’articolo 581 del codice penale riguarda le percosse dalle quali non derivi una malattia nel corpo o nella mente. Il testo, riportato su Normattiva, prevede la reclusione fino a sei mesi oppure una multa fino a 309 euro.

L’articolo 604-ter, illustrato anche nella documentazione della Camera, stabilisce un aumento della pena fino alla metà quando ricorrono le finalità discriminatorie indicate dalla norma. È questo il significato dell’aggravante riferita dalla fonte: se provata e riconosciuta dal giudice, può rendere più severo il trattamento sanzionatorio.

Non si tratta di una pena già inflitta ai due indagati. I limiti normativi non permettono, da soli, di prevedere l’esito del singolo procedimento: contano i fatti accertati, la qualificazione giuridica definitiva e le valutazioni del giudice. Essere sottoposti a indagine non equivale a essere riconosciuti colpevoli.

La posizione del sindaco

Il sindaco Mattia Ferretti ha preso le distanze dalle ronde. Come riferisce MilanoToday, ha ribadito la legittimità delle manifestazioni pacifiche e autorizzate, distinguendole dalle iniziative di giustizia privata.

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