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Strage di Erba: nuovo testimone a Le Iene difende Rosa e Olindo e fornisce inedite informazioni

Strage di Erba, importanti novità. Pochi giorni fa la Corte di Cassazione ha respinto l’istanza della difesa di Rosa e Olindo, che da anni chiede siano analizzati diversi reperti di indagine mai esaminati prima. Un mazzo di chiavi, impronte di sangue mai attribuite ed altri, rinvenuti tutti sulla scena del crimine e mai sottoposti ad accertamenti. Secondo i difensori dei coniugi Romano, infatti, su quegli oggetti grazie alle tecniche di indagine odierne si potrebbe scoprire la eventuale presenza di profili genetici rimasti ignoti in tutti questi anni.

Strage di Erba la storia infinita dei reperti: Cassazione dice ‘no’ a nuove analisi

La doccia fredda per la coppia condannata all’ergastolo è arrivata lo scorso 17 novembre. La Suprema Corte ha infatti rigettato la richiesta di effettuare le succitate analisi sui reperti raccolti sulla scena del crimine. Il pool difensivo di Rosa Bazzi e Olindo Ramano, nell’ennesimo ricorso presentato in data 14 febbraio 2020 chiedeva l’autorizzazione ad accertamenti irripetibili sui reperti e tracce biologiche, alcuni dei quali mai analizzati prima.

Nonostante l’istanza sia stata rigettata, l’avvocato Fabio Schembri, che UrbanPost ha intervistato più volte (clicca qui per leggere le interviste) ha annunciato di avere l’intenzione di proseguire verso la richiesta di revisione del processo. Nella strage di Erba dell’11 dicembre 2006, lo ricordiamo, furono trucidati a coltellate e colpi di spranga Raffaella Castagna, suo figlio Youssef di due anni, sua madre Paola Galli e la signora che abitava al piano superiore, Valeria Cherubini.

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Azouz Marzouk non crede alla colpevolezza di Rosa e Olindo

Chi non crede alla colpevolezza di Rosa e Olindo è Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime della strage. Per aver sostenuto che i coniugi Romano avrebbero confessato i delitti ‘da innocenti’ per poi ritrattare, oggi è imputato a Milano per calunnia nei loro confronti. Non solo, l’uomo è stato rinviato a giudizio con l’accusa di diffamazione nei confronti dei fratelli della moglie Raffaella Castagna, accusati di essere coinvolti nella strage di Erba.

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Strage di Erba: nuovo testimone a Le Iene 

Nel frattempo il caso sale alla ribalta della cronaca in queste ore anche per una indiscrezione divulgata dal programma “Le Iene”. In un servizio ha appunto realizzato una intervista ad un presunto nuovo, inedito, testimone. Antonino Monteleone e Marco Occhipinti hanno raccolto la testimonianza di Abdi Kais. Si tratta di un tunisino arrestato insieme ai componenti del “clan Marzouk” e ufficialmente residente nella casa di Azouz e Raffaella. Secondo le sue parole vi sarebbe stata una pericolosa rivalità tra il gruppo di tunisini vicini ad Azouz e quello dei marocchini che spacciava droga nella stessa zona, tra Erba e Merone.

“Alcuni marocchini hanno accoltellato me, il fratello di Azouz, il cugino Borhen, e il fratello di Borhen che abita a Como, c’erano problemi per motivi di droga”, ha detto a Le Iene il testimone. L’attenzione del programma è rivolta alla pista delle cattive frequentazioni di Azouz Marzouk, il tunisino con precedenti penali che nella strage di Erba ha perso la moglie e un figlio.

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La pista della faida tra bande di spacciatori legati al “clan Marzouk”

Abdi Kais ha parlato di una vera e propria faida tra il gruppo di tunisini e quello dei marocchini. Rivalità legata al monopolio del traffico di droga sul posto, sfociata in una rissa con accoltellamento da parte dei marocchini ai danni di Abdi Kais e del fratello e due cugini di Azouz. “Dalle dichiarazioni dell’uomo i tunisini avrebbero avuto la peggio con ferite di arma da taglio e Abdi sarebbe andato in ospedale per farsi medicare. L’episodio avrebbe dato luogo ad una vera e propria faida tra i due gruppi […]”. Lo riferisce il programma Le Iene. “Un tunisino, Amer, nascondeva sempre cocaina nella cantina (di Azouz e Raffaella, ndr.). Perché dai nascondigli del bosco di fronte a Merone spesso veniva a mancare”.

Secondo le dichiarazioni del testimone diversi quantitativi di cocaina sarebbero stati nascosti nella cantina della casa di Raffaella e di Azouz, sita a pochi metri della piazza dello spaccio a Erba. Anche secondo Kais non furono Rosa e Olindo a commettere la strage; non ne sarebbero stati capaci. Quel massacro richiedeva forza fisica, possanza, organizzazione e velocità di esecuzione. Il netturbino e la minuta moglie mai sarebbero stati in grado di metterlo in atto. Tanto meno in così breve tempo, senza essere visti da nessuno e senza lasciare tracce della loro presenza sulla scena del crimine. Aggressività che invece il testimone riconosce nel succitato gruppo di marocchini “per il modo in cui hanno tirato fuori i coltelli” nella rissa di cui ha riferito ai microfoni del programma Mediaset. Potrebbe interessarti anche —> Strage di Erba, Azouz Marzouk processato per calunnia a Rosa e Olindo: potrebbe emergere una verità paradossale

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