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Salvini: «Obbligo vaccini? Lo Stato risarcisca eventuali danni», l’ammissione sul figlio Federico

Salvini Green Pass – Dopo la conferenza stampa dello scorso giovedì si continua a discutere dell’obbligo dei vaccini. Il premier Draghi ha ribadito che la linea del governo è di procedere in quella direzione con l’uso estensivo del Green Pass, ma da via Sellerio si insiste con un ‘no’ fermo. “Non esiste in un nessun Paese europeo”, ha sottolineato il leader della Lega.

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Salvini green pass

Salvini sul Green Pass e obbligo vaccinale: «Lo Stato risarcisca eventuali danni», l’ammissione sul figlio

Draghi a favore dell’obbligo vaccinale: «Il chiarimento politico lo fanno le forze politiche. È chiaro che è auspicabile una convergenza maggiore, una maggiore disciplina, ma questo governo va avanti», ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio. «L’abbiamo proposto in commissione e ce l’hanno bocciato ma lo riproporremo in Aula: se tu Stato, non dico mi imponi ma fai di tutto per portarmi a vaccinare, io dico: bene, ma se ci sono dei danni conseguenti, mi risarcisci tu che mi stai portando a fare questa scelta», la replica arrivata nella serata di ieri del segretario della Lega, Matteo Salvini. Perplessità anche sull’impiego del Green Pass: «Non può essere uno strumento che permette di licenziare o discriminare», ha detto il segretario del Carroccio. Per questi è giusto chiederlo allo stadio, all’ospedale o nelle case di riposo, ma non può valere in tutti gli ambienti: «Mi rifiuto di pensare il Green pass esteso a tutti, pensiamo in metropolitana alle 8 di mattino a Roma. Il Green pass dev’essere uno strumento che permette di lavorare, non può essere uno strumento che permette di licenziare o discriminare». 

Salvini draghi

«Qui non c’è tifoseria no vax», la replica a Draghi

Ha tirato in ballo anche un episodio privato Salvini: «Mio figlio in questi minuti sta andando a vaccinarsi a Milano non perché convinto, ma perché la settimana prossima ha gli allenamenti di calcio e dovrebbe fare tre tamponi a settimana per un costo di 30 euro a tampone. Io non voglio un’Italia per ricchi e una per poveri, dove i primi possono scegliere. Se lo Stato mi impone una cosa, deve darmi gli elementi per andare avanti». Morale della favola? La Lega contraria alla linea del governo: «L’obbligo vaccinale tout court, a stasera, esiste solo in tre Paesi: Tagikistan, Turkmenistan e Indonesia, e con tutto il rispetto per tutti i popoli del mondo non penso che siano modelli democratici da seguire». E ancora: «Qui non c’è tifoseria no vax, io sono vaccinato per mia scelta ma non ritengo di imporre questa mia scelta sugli altri. In più siamo al 70% degli italiani vaccinati. Quindi rimaniamo, non Salvini ma la Lega, culturamente e per convenienza dei cittadini sostenitori della libertà di scelta», ha concluso. Leggi anche l’articolo —> Obbligo vaccinale, Salvini: «Lega dirà no, ma non usciremo dal governo Draghi»

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