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Salvini si racconta al “Corriere”: dagli elogi di Letta alle «armi segrete» alle amministrative

«Sto lavorando a un asse euro africano, un’alleanza tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Incontro ambasciatori e mi confronto con primi ministri, l’obiettivo è evitare che nei prossimi mesi gli arrivi siano nell’ordine delle centinaia di migliaia…». Così Matteo Salvini oggi intercettato da Marco Cremonesi dopo il congresso del partito di destra Chega! in Portogallo. Come riporta il giornalista in un articolo uscito su “Il Corriere della sera” il leader della Lega in attesa di ripartire aveva sulle ginocchia il libro che sta leggendo: Fatima. Tutta la verità, in preparazione della visita che farà stamani al Santuario, prima del rientro in Italia: «A questa visita tenevo. Ma tengo anche a essere in Italia oggi, il giorno della gioia e delle riaperture, della ripartenza e della fine del coprifuoco per alcune Regioni», ha sottolineato il segretario del Carroccio.

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Salvini oggi al “Corriere”: dagli elogi di Letta alle «armi segrete» alle amministrative

Matteo Salvini si dice aperto al dialogo con il Pd su alcuni temi importanti come la possibilità di prorogare il blocco dei licenziamenti: «Letta ha capito che andare avanti a insultare la Lega quotidianamente non è quello che serve all’Italia. Se la finiamo con Ius soli e felpe pro sbarchi, potremo dedicarci, anziché al litigio, al grande problema di questo momento: il lavoro». Il leghista ha anticipato: «Io incontro domani il presidente di Confindustria e peraltro gli imprenditori li sento quotidianamente. Loro chiedono di poter tornare a lavorare a parità di condizioni con una concorrenza spesso straniera. Se lo Stato aiuta i lavoratori prolungando le casse integrazione e mette finalmente regole al commercio online e fa pagare le tasse ad Amazon, Google, e a tutte le altre multinazionali, credo che la possibilità di evitare i licenziamenti ci sia».

Più volte nel corso dell’intervista al “Corriere”, ad ogni tre frasi quasi, Salvini ha nominato Draghi, a cui si è sentito di dare addirittura qualche suggerimento: «Ho fatto un incontro con i lavoratori dello spettacolo… A lei pare normale che durante il Covid si siano dati milioni di euro a giganti come Disney o Warner? Milioni. A multinazionali miliardarie. Io credo che Draghi potrebbe intestarsi un provvedimento che metta regole più certe sulla concorrenza, avrebbe la forza per farlo anche con l’Europa. Sarebbe bello se l’Italia fosse il paese che corregge la rotta di un’Europa fin qui forte con i deboli e debole con i forti».

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«La politica deve essere diversa. È il momento dell’unione»

La lezione che Salvini ha imparato dal Covid? «La politica deve essere diversa. È il momento dell’unione. Se fino a ieri ci potevano essere mille partiti e mille divisioni, dopo questa devastazione c’è bisogno di unità». L’ascesa di Giorgia Meloni, leader di Fratelli di Italia non lo spaventa: «Non è la mia avversaria, se tutto il centrodestra cresce io sono contento». Qualche parola anche sulle amministrative: «Io non ho armi segrete, non ho Donnarumma in campo. Alcune persone mi avevano chiesto del tempo per capire come una cosa del genere avrebbe impatto sulla loro vita personale e professionale. Certo, visto il trattamento economico e il rischio di persecuzione giudiziaria… Guardi Chiara Appendino: condannata per la morte di un tifoso in piazza. Uno è portato a dire: non mi ci metto». A chi gli dice che è diventato più garantista da quando sono iniziati i procedimenti nei suoi confronti, Salvini si sente di replicare così: «Ma per favore. Mi sembra semmai che siano altri quelli improvvisamente diventati garantisti…». Leggi anche l’articolo —> Gelo tra Draghi e Letta, retroscena di ‘Dagospia’: «Il premier non digerisce certe sparate»

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