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Sanremo e la “bolla”, Bassetti: “Rivolgersi al Cts? Come chiedere all’ufficio complicazioni”

L’idea della nave da crociera che avrebbe dovuto consentire la quarantena agli spettatori del Festival di Sanremo 2021 sembra essere naufragata. Ora da Sanremo sembra emergere l’ipotesi di accogliere un numero ristretto di spettatori “tamponati” e regolarmente controllati nella platea dell’Ariston. Gli esperti epidemiologi, infettivologi e colleghi hanno presentato obiezioni sull’efficacia e sulla sicurezza della proposta. Il dottor Matteo Bassetti, invece, sostiene che il Festival “si può fare in sicurezza”.

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Bassetti zona rossa Natale

Sanremo 2021: l’ipotesi degli spettatori “tamponati”

Il Festival di Sanremo “si può fare in sicurezza e l’ideale sarebbe avere il pubblico in ‘bolla’, ovvero una settimana prima dell’inizio della manifestazione si organizza uno screening completo e si tiene lontano dall’esterno. Come avviene anche nel calcio. Si faranno poi i controlli ogni 2-3 giorni”. Così all’Adnkronos Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

Non occorre una nave da crociera per creare una bolla, si possono usare anche gli alberghi di Sanremo”, rassicura Bassetti, che mette in guardia dal rivolgersi al Comitato Tecnico Scientifico. “Chiedere come ha fatto qualcuno al Cts delle linee guida per il Festival mi sembra assurdo. Credo che si possano usare dei professionisti esterni alla Rai, esperti specializzati in epidemiologia, microbiologia, infettivologia, che possono consigliare qual è il modo migliore per gestire la manifestazione in sicurezza. Chiederlo al Cts è chiederlo all’ufficio complicazioni”, conclude il medico in tono critico.

La richiesta al Cts

Il riferimento dell’infettivologo è alla richiesta della Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana) al Cts di un “serio protocollo sanitario”. L’idea dei discografici, guidati dal presidente Fimi Enzo Mazza, era quella di far approvare dal Comitato un protocollo ad hoc per il Festival, come è avvenuto per i prossimi mondiali di sci a Cortina. Tuttavia il coordinatore del Cts Agostino Miozzo ha avvertito che il Cts non risponderà alla richiesta della Fimi se non invitato a farlo dai ministri competenti. “E’ vero che siamo intervenuti sui mondiali di sci, così come sugli Internazionali di tennis di Roma – replica Miozzo – ma perché siamo stati coinvolti dai ministeri competenti. Sarebbe bizzarro che il Cts esprimesse un parere sul Sanremo e non su una altra manifestazione nazionale. Rispondiamo alla politica”.

sanremo 2021

Sanremo 2021 con gli spettatori sarebbe rischioso?

Alcuni esperti tuttavia non si dicono d’accordo con Matteo Bassetti. Stefania Dalmaso, epidemiologa dell’Aie (Associazione Italiana di Epidemiologia), spiega all’Adnkronos che creare una “bolla” per gli spettatori è rischioso. “Non si può fare, anzi è infattibile. Troppe persone che arrivano da posti diversi e che vengono messe insieme. Così è molto alto il rischio di focolai. Ricordiamoci cosa è accaduto con la partita di calcio Atalanta-Valencia lo scorso anno”. “Anche l’eventualità di fare tamponi rapidi al pubblico mi pare molto azzardata”. Così avverte l’epidemiologa, che propone di attendere e osservare l’evoluzione della pandemia da oggi a inizio marzo.

Andreoni: “Ci si può lavorare”

Anche Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, ammette che il rischio c’è. “Si possono pensare delle soluzioni anche per avere il pubblico in sala, che dovrebbe essere sempre lo stesso”,  dice Andreoni all’Adnkronos. “Serve poi un piano di screening ripetuto nel tempo, come accade già nel calcio. E’ chiaro che però non si può avere la garanza al 100% che tutti quelli coinvolgi siano negativi perché si può essere positivi subito dopo un test negativo”. “Il distanziamento e l’uso delle mascherine devono essere perentori”, avverte pertanto l’infettivologo. “Vanno utilizzati ambienti più ampi possibili e aerati, che facilitano così dispersione del virus. Non è facile organizzare un protocollo simile, mirato per ogni settore coinvolto nella produzione del Festival, ma ci si può lavorare da oggi e per marzo essere pronti”. >> Tutte le news

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Written by Chiara Ferri

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