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Chi era Sante Notarnicola, tutto sul “bandito poeta” scomparso a 82 anni

Nella giornata di ieri, 22 Marzo 2021, è morto a Bologna all’età di 82 anni Sante Notarnicola. L’uomo in un primo momento si era ammalato di Covid, ma era riuscito a guarire. Purtroppo poi sono comparse alcune complicazioni di salute che ne hanno determinato la morte. Sante lascia sua moglie Delia. Scopriamo ora insieme qualcosa in più sulla vita privata e pubblica del famoso “bandito poeta”. In ambito criminale il suo nome è legato a quello della banda Cavallero, di cui entrò a far parte nel 1963. Una volta in carcere, l’uomo si era dedicato all’arte e precisamente alla scrittura di libri.

Sante Notarnicola

È morto Sante Notarnicola, chi era il “bandito poeta”

Sante Notarnicola era nato a Castellaneta, in provincia di Taranto, il 15 dicembre 1938. È morto a  Bologna nella giornata di ieri 22 marzo 2021. Aveva 82 anni. La sua morte è stata causata da alcune complicazioni post Covid. È stato un noto criminale e poeta italiano. La sua infanzia è stata davvero molto difficile. Dopo essere stato abbandonato dal padre, Sante finì in un Istituto per l’infanzia abbandonata, dal quale ne uscì a 13 anni. Appena adolescente raggiunse sua madre, emigrata a Torino. Nel capoluogo piemontese si legò a gruppi rivoluzionari e anarchici. Nel 1963 entrò a far parte della banda Cavallero, guidata da Pietro Cavallero. Notarnicola e la banda di Cavallero operarono tra Milano e Torino. Nel corso della loro storia hanno compiuto una ventina di rapine, durante una delle quali venne ucciso il medico Giuseppe Gajottino.

Il carcere e la passione per la scrittura

L’ultima rapina della banda del Cavallero della quale faceva parte Sante Notarnicola avvenne il 25 settembre 1967 presso il Banco di Napoli in largo Zandonai a Milano. La Polizia intervenne nel corso della rapina e, nel tentativo di catturare i rapinatori, venne messo in atto un lungo inseguimento, con sparatoria in mezzo alla folla. Il risultato fu di 4 morti e l’arresto di uno dei componenti della banda, mentre gli altri due riuscirono a fuggire. Dopo otto giorni di latitanza tra le campagne della Pianura Padana, Notarnicola e Pietro Cavallero vennero arrestati il 3 ottobre 1967. Alla fine del processo l’8 luglio 1968 la banda venne condannata all’ergastolo. Notarnicola in carcere si avvicinò alla scrittura, realizzando diverse opere: “L’evasione impossibile” e “La nostalgia e la memoria”. Nel 1995 ottenne la piena libertà e si dedicò alla gestione di un pub a Bologna. La storia della famosa banda di rapinatori ha ispirato il film Banditi a Milano. >> Altre News

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