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Escalation di violenza sulla Spianata delle Moschee: Israele attacca Gaza con 250 razzi

Continuano gli scontri: oltre 250 razzi questa notte hanno superato la striscia di Gaza, direzione Gerusalemme. La battaglia sulla Spianata delle Moschee si sta intensificando sempre più velocemente, tanto che le violenze di questi giorni sono considerate le peggiori dai tempi dell’ultima guerra combattuta fra gruppi armati palestinesi e Israele, nel 2014. Alcuni osservatori temono già che nei prossimi giorni le tensioni possano trasformarsi in un vero e proprio nuovo conflitto.

Scontri Gerusalemme, oltre 250 razzi lanciati

Dopo l’ultimatum lanciato da Hamas a Israele, scaduto ieri alle 18, la battaglia sulla Spianata delle Moschee si è trasformata in uno scontro aperto con Gaza. Nella notte, infatti, oltre 250 razzi sono stati lanciati contro Gerusalemme. “E’ una risposta all’aggressione e ai crimini contro la città Santa, e alla prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa”. La controbattuta di Israele è stata immediata, e a sua volta ha colpito 140 obiettivi militari a Gaza, uccidendo tre miliziani. Secondo quanto riportato fino adesso dal ministero della Salute palestinese, sulla striscia di Gaza a causa dei bombardamenti pare siano rimaste vittime almeno venti persone, di cui nove minorenni.

La situazione è particolarmente tesa da giorni, soprattutto in seguito alle manifestazioni nel quartiere Sheikh Jarrah nate per lo sfratto di tre famiglie palestinesi, avendo su cui dovrebbe esprimersi in via definitiva la Corte Suprema israeliana. In quella zona, per la maggior parte palestinese ma considerata sacra anche dagli ebrei grazie alla presenza della tomba di Simeone il Giusto, i palestinesi rischiano di essere allontanati dalle proprie case a causa di una lunga disputa legale sulla pertinenza del territorio. Questo, unito alla frustrazione dell’eliminazione delle imminenti elezioni politiche, e alle limitazioni imposte dalla pandemia, hanno favorito l’aumento delle tensioni.

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scontri Gerusalemme

Scontri Gerusalemme, Netanyahu: “Hamas pagherà un duro prezzo”

Quando, per motivi di sicurezza, è stato evacuato il Muro del Pianto, la Knesset Hamas ha replicato intimando ad Israele di “far uscire i suoi soldati e i suoi coloni dalla Moschea Al Aqsa e dal rione di Sheikh Jarrah. Siete stati avvertiti”. Lo scontro così è diventato inevitabile. “Hamas ha varcato la linea rossa e pagherà un duro prezzo“, ha dichiarato Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. La situazione sembra peggiorare di giorno in giorno. Secondo l’esercito, si prevedono molti combattimenti: “La nostra reazione sarà forte, durerà giorni”.

Il lancio dei razzi non si è fermato nemmeno questa mattina. Un altro attacco, infatti, è stato scagliato ad Ashkelon. Intanto, a Gerusalemme Est sono continuati anche gli scontri fra dimostranti palestinesi e la polizia israeliana. Un video pubblicato sul web riporta il messaggio dell’ala militare di Hamas: “Gerusalemme ha chiamato, Gaza ha risposto”. La tensione ora è particolarmente alta. Tel Aviv, così come altre città limitrofe, hanno aperto i rifugi pubblici anti missile, per scongiurare ulteriori morti e feriti causati dal lancio dei razzi. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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