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Scuola, “trattenuta Brunetta” ai docenti che si vaccinano e restano a casa per effetti collaterali

Scuola vaccino docenti – Mercoledì 10 marzo 2021. Per vaccinarsi contro il Covid i docenti hanno chiesto permessi e ferie: alcuni di loro sono rimasti a casa nei giorni successivi per gli effetti collaterali, come mal di testa e febbre, e si sono visti lo stipendio tagliato. Per questa ragione la presidente della commissione Cultura della Camera, Vittoria Casa (M5s), ha chiesto chiarimenti al neo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

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Scuola vaccino Covid, “trattenuta Brunetta” ai docenti a casa per effetti collaterali

“Vaccinati ma mazziati”. Così scrive “Il Fatto Quotidiano” in un articolo di oggi che porta la firma di Alex Corlazzoli. In questi giorni i docenti in attesa della tanto agognata dose di vaccino, spesso sono stati costretti a ricorrere a dei permessi retribuiti (nel caso di insegnanti di ruolo) o non retribuiti nel caso del personale supplente. Non solo: maestri e professori sono su tutte le furie per la cosiddetta “trattenuta Brunetta”, vale a dire un decremento stipendiale, che scatta in caso di malattia. Una misura entrata in vigore anche per quegli insegnanti che per effetti collaterali del vaccino sono stati costretti a restare a casa con febbre alta o dolori. Una situazione paradossale.

A denunciare la situazione l’onorevole Vittoria Casa, presidente della commissione Cultura della Camera, che in questi giorni ha presentato un’interrogazione per sollecitare l’introduzione di un permesso ad hoc per il vaccino. «Purtroppo sul tema riguardante i permessi e i vaccini del personale scolastico le norme sono chiare ma vanno in palese contraddizione con la situazione di fatto. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la campagna vaccinale sia la priorità delle priorità, che il nostro ritorno a una vita piena dipenda esclusivamente dalla sua riuscita. (…) Mi chiedo come si possa penalizzare un dipendente pubblico che ha fatto semplicemente il suo dovere civico».

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Come risolverà la questione Patrizio Bianchi?

La spinosa questione è arrivata sulla scrivania del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che dovrà rispondere all’onorevole del M5s Vittoria Casa. Nel frattempo ogni preside, dirigente scolastico e rettore si sta regolando come meglio ritiene. Dal momento che non ci sono state indicazioni chiare da parte degli uffici scolastici regionali e da viale Trastevere oggi ci “si arrangia” come si può. Leggi anche l’articolo —> Scuola fino a giugno, i sindacati: «Rispetto per la dad. I docenti non si sono fermati»

 

 

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