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«Servono squadroni della morte e forni crematori», la “soluzione” di Felluga contro i migranti in quarantena

«Servono squadroni della morte e forni crematori», questa sarebbe la “soluzione” del responsabile della Protezione Civile di Grado, Giuliano Felluga, per sedare la rivolta dei migranti in quarantena scoppiata all’interno dell’ex caserma Cavarzerani di Udine. Felluga ci tiene a far sapere: «Non preoccupatevi, stiamo organizzando gli squadroni della morte e nel giro di due giorni riportiamo la normalità… Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più».

Migranti Udine

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La soluzione di Felluga: «Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio»

Per protestare contro il disagio della quarantena imposta dal sindaco di Udine Pietro Fontanini, 400 migranti all’interno dell’ex caserma di Udine, hanno creato disordini e caos gettando pietre contro la polizia e innescato roghi. Tutt’altro che pacifica sarebbe la “soluzione” del responsabile della Protezione Civile Giuliano Felluga. Con frasi naziste, promette di organizzare squadroni della morte per riportare calma e ordine. In risposta ad alcuni utenti, Felluga si lascia andare con frasi a dir poco deliranti: «A Grado ci sono persone che metterebbero la firma per avere la roba da mangiare che loro (i migranti, ndr) buttano via. E noi sappiamo solo assistere gli stranieri e i nostri non li aiutiamo»

migranti udine

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Parole gravissime e vergognose, provvedimenti per Felluga

Le parole di Felluga sono gravissime e vergognose. Oltre alle migliaia di commenti, anche la Cgil regionale chiede alle autorità e al sindaco di Grado di condannare le frasi del Responsabile della Protezione Civile. La Cgil chiede infatti di  prendere provvedimenti trattandosi di un dipendente comunale. La situazione all’interno dell’ex caserma resta grave. Le 400 persone rinchiuse si trovano in una struttura che potrebbe contenerne al massimo 300 e 3 persone risultate positive al Covid 19 sistemate in roulotte di emergenza. Divampano le critiche contro la Lega Nord, dalla paura del coronavirus alla propaganda anti-immigrati, il passo è breve.

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