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Sottosegretari al governo Draghi, la gara è ancora aperta: tutti i nomi dei papabili

Chi saranno i sottosegretari del nuovo governo Draghi? Il totonomi è aperto, e probabilmente entro la fine della settimana, o al massimo entro lunedì, dovremmo conoscere la lista ufficiale. Non mancano però i rumors tra i corridoi dei Palazzoni romani: voci che, tra l’altro, sostengono l’ipotesi che il Premier possa avere l’intenzione di comporre una squadra senza alcun viceministro. Possibilità che ovviamente sta creando non pochi malumori tra i parlamentari. Certo è però che la cosa che preoccupa di più è quella di rimanere del tutto esclusi. Alcuni nomi comunque, i più quotati, sono già noti.

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Governo Draghi sottosegretari, 12 posti per il M5S

Il Movimento 5 Stelle dovrebbe accaparrarsi 12 poltrone per quanto riguarda la squadra di sottosegretari del nuovo governo Draghi. Le trattative saranno gestite da Vito Crimi, “dai capigruppo e dai vicecapigruppo”. Secondo quanto riportato da La Stampa, Crimi lascerà il Viminale, dove però dovrebbe rimanere Carlo Sibilia. Dovrebbe esserci la riconferma di Laura Castelli all’Economia, così come un posto dovrebbe essere assicurato a Giancarlo Cancelleri ai Trasporti e a Pierpaolo Sileri alla Sanità. Secondo quanto emerso, poi, Stefano Buffagnini, al momento allo Sviluppo Economico, dovrebbe spostarsi alla Transizione ecologica, lasciando il Mise tra le mani di Mirella Liuzzi e di Alessandra Todde.

Non si parla però solamente di riconferme: tra i volti nuovi potrebbero esserci anche Barbara Floridia, Alessandra Maiorino e Luigi Gallo, tutti e tre in gara per sedersi nei due posti vuoti di Istruzione e Università. Vedremo poi se riuscirà a mantenere il ruolo alla Giustizia Vittorio Ferraresi, fedele di Bonafede, visto che in corsa c’è anche Francesca Businarolo. Nonostante le vicinanze con Riccardo Ricciardi, è uscito infine il nome di Gilda Sportiello per il Sud. Cosa che però non piace a tutti all’interno di un Movimento 5 Stelle in burrasca.

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Il PD punterà sulle donne

Memore della figuraccia fatta durante la presentazione delle nomine per i ministri, questa volta il Partito Democratico punterà sulle donne. Si andrà infatti alla ricerca di una riconferma per Anna Ascani all’Istruzione e per Simona Malpezzi ai Rapporti con il Parlamento. Sono usciti poi i nomi di Cecilia D’Elia per le Pari opportunità e di Debora Serrachiani, ma quest’ultimo ora risulta in discussione vista la sua possibilità di diventare segretaria del PD. Ci sarebbe poi Chiara Gribaudo in corsa per la Transizione ecologica, in contrasto con Orfini. Ma non saranno tutte donne: il PD proporrà anche Antonello Misiani al Mef, Matteo Mauri all’Interno, e non si esclude Andrea Martella all’Editoria.

Le discussioni sul totonomi dei sottosegretari al governo Draghi in casa Lega invece sono ancora aperte: Salvini vorrebbe Lucia Borgonzoni ai Beni culturali. Per quanto riguarda il Viminale, invece, metterebbe in campo Stefano Candiani e Nicola Molteni. Preferendo, forse, però più il primo al secondo. Ancora però è tutto da vedere. Infine ci sono Forza Italia e Italia Viva. Per il partito di Silvio Berlusconi escono i nomi di Valentino Valentini agli Esteri e di Paolo Sisto alla Giustizia. Tra i renziani, invece, spicca Davide Faraone al Lavoro, così da poter lasciare la presidenza del gruppo al Senato a Teresa Bellanova. Infine si parla di Lucia Annibali e di Gennaro Migliore alla Giustizia. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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