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Spostamenti tra Regioni, si va verso la proroga del divieto

Domani mattina il Consiglio dei ministri si riunirà per discutere del decreto legge che vieta gli spostamenti tra le regioni fino al 25 febbraio. L’ipotesi più probabile è che venga prorogato anche dopo il 5 marzo: le varianti spaventano, e Mario Draghi sembra essere più propenso a portare avanti la linea del “rigore assoluto”.

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mario draghi conferenza stampa bce 25 ottobre 2018

Spostamenti tra Regioni, domani si valuterà l’ipotesi di prorogarlo oltre il 25 aprile

Per ora sembra che anche il governo Draghi voglia mantenere il sistema della divisione dell’Italia in tre fasce di colore. Ma l’esecutivo vorrebbe renderlo più “formale che sostanziale”. Pare infatti che si cercherà di agire in modo più mirato, facendo scattare delle zone rosse direttamente nei Comuni o nelle Province nel quale vengono segnalati i focolai. L’ipotesi di creare un’unica zona arancione per tutto il territorio nazionale, infatti, non è stata appoggiata dalle Regioni. Anzi: i territori, al contrario, chiedono di rivedere i criteri e i parametri che regolano il modello dei tre colori.

Intanto, si sta lavorando anche al prossimo Dpcm che entrerà in vigore subito dopo il 5 marzo. Il Premier Mario Draghi dovrà decidere quale strategia adottare. Per ora pare che voglia mantenere la linea del “rigore assoluto”, senza però continuare a penalizzare le attività produttive. Per questo si sta valutando la possibilità di mantenere il sistema a colori, che ha evitato all’Italia di dover dichiarare un secondo lockdown. Non tutti però sono d’accordo rispetto ai criteri del sistema: “I parametri non funzionano, le ordinanze restrittive devono scattare in automatico”, ha sottolineato Luca Zaia.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è posto anche Eugenio Giani, presidente della Toscana, il quale si è chiesto come possa essere possibile che Regioni con le terapie intensive messe peggio della sua siano ancora in fascia gialla.

spostamenti tra regioni

Dalle Regioni si chiede di rendere “più efficiente la macchina”

I territori chiedono poi un maggior confronto sulle scelte, e di comunicare le chiusure con un “congruo anticipo”, non come successo nelle ultime settimane. E poi che “gli scienziati facciano gli scienziati”, contenendo la frenesia comunicativa di chi dovrebbe ispirare le scelte di governo. Con questo non si vuole mettere il discussione il ruolo del Comitato tecnico scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, ma semplicemente si domanda di “rendere più efficiente la macchina”. Stefano Bonaccini, infine, nella riunione di domani farà pressione perché si accelerino i tempi sui vaccini. Magari incentivando le imprese farmaceutiche italiane a produrre anche su scala regionale. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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Written by Chiara Caraboni

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