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Stasera su Rai 1, Nome di Donna: il film che denuncia le molestie sessuali sul lavoro

Nome di Donna è stasera in tv, mercoledì 25 novembre, su Rai1 alle 21.30. Va in in onda il film del 2018 di Maro Tullio Giordana. Nel cast troviamo Cristiana Capotondi, Valerio Binasco e Stefano Scandaletti. La pellicola racconta la fatica di una madre per difendere il diritto di essere donna.

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Nome di Donna Cristiana Capotondi

Nome di donna: trama

Nina, Cristiana Capotondi, è una giovane ragazza che lascia Milano per trasferirsi in un piccolo paese della Lombardia. Qui trova lavoro al Baratta, una prestigiosa clinica per anziani facoltosi. Inizialmente le cose sembrano andare bene finché Nina si trova ad affrontare una triste realtà: le molestie sessuali del direttore Torri. Presto si scopre che prima di lei, il direttore, aveva già abusato numerose altre lavoratrici. Nina vuole denunciare tutto ma non trova appoggio dalle colleghe. A causa di questa sua volontà la ragazza viene licenziata e trova l’appoggio di Don Gino per aiutarla con la causa ancora aperta. A Nina viene offerto di tornare a lavorare al Baratta purché firmi una lettera in cui dichiara di essersi inventata tutto. L’avvocatessa Tina Della Rovere prende il carico il caso di Nina, e il processo contro Torri ha inizio. Il processo, prima pubblico e poi a porte chiuse, termina con la condanna di Torri a un anno con la condizionale, e Della Torre intende fare ricorso contro la sentenza troppo mite. Un’appassionata storia fondata sulla battaglia per far valere i diritti delle donne e la loro dignità.

Cristiana Capotondi

Cristina Capotondi su Nome di donna

Cristiana Capotondi ha sempre creduto fermamente in questo film. Durante un’intervista del 2018 ha dichiarato: «Da donna e ancor prima da persona, credo sia determinante trovare dei leader e delle persone di potere ‘diversi’. Un tempo certi atteggiamenti erano considerati “una regola del gioco”. Era così e basta. Oggi c’è una maggiore consapevolezza. Il confronto e il dibattito sono gli unici modi per risolvere il problema». Appoggiando il lavoro di quadra anche nel sociale Cristiana ha affermato«C’è un detto: da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano. Questa lotta non va fatta solo dalle donne ma anche dagli uomini. E dev’essere contro l’abuso di potere, non una battaglia di genere». >> tutti le news della televisione di Urbanpost

 

 

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