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Stati generali dell’economia, Malan (FI): «Inutili se non c’è dialogo in Parlamento»

Stati generali economia. Tra i moltissimi commenti in vista degli Stati generali dell’economia italiana organizzati dal premier Conte e in programma per domani, questa mattina c’è da registrare l’intervento di Lucio Malan, senatore di Forza Italia. Malan, oltre a ribadire che gli azzurri non parteciperanno, ha sottolineato l’inutilità di questo appuntamento. Gli Stati generali non servono a nulla se il dialogo non c’è neppure in Parlamento, la tesi del forzista che trova consensi anche al di fuori del suo partito.

«Se tutti i Dcpm di Conte li avesse fatti Berlusconi sarebbe successo il finimondo»

Lucio Malan è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Tornando agli Stati generali dell’economia, Malan ha sottolineato come Forza Italia non si sottragga al dialogo con il governo ma che da parte di Conte e della maggioranza ci sia una non reale disponibilità al confronto. Che, come già detto, dovrebbe nascere prima di tutto dentro al Parlamento.

«Se c’è la possibilità di interloquire col governo per fare in modo che passino riforme che fanno bene al Paese – ha detto il senatore azzurro – noi lo facciamo anche se questo governo non ci piace. In Parlamento però continuano a respingere sistematicamente ogni nostra proposta, ad impedire quel dialogo che non dovrebbe essere riservato ai convegni. Se tutti i dpcm che ha fatto Conte li avesse fatti Berlusconi sarebbe successo il finimondo».

«Adesso – incalza Malan – si è arrivati al punto che abbiamo chiesto al governo di fare dei decreti legge, che almeno devono passare dal Parlamento. Il decreto legge Rilancio è stato fatto con un mese e mezzo di ritardo e poi è venuto fuori un decreto di 500 pagine sul quale di fatto è impossibile intervenire. In questo quadro che senso ha partecipare a questo convegno degli Stati generali? Senza il nostro apporto in quel poco di passaggio che c’è stato in Parlamento, il governo non avrebbe potuto assumere le misure urgenti come lo scostamento di bilancio. Le leggi devono essere fatte in Parlamento, perché così la gente può vedere punto per punto chi è a favore e chi è contro e si possono anche evidenziare eventuali porcherie contenute nei provvedimenti, dopodiché se il governo decide di approvarle comunque si prende la responsabilità di farlo».

stati generali dell'economia Lucio Malan

Stati generali economia: Conte e le elezioni sempre più lontane

Malan ha poi concentrato la sua attenzione sul premier Giuseppe Conte e sull’ipotesi, sempre più lontana a dire il vero, di elezioni politiche anticipate. «Spesso il potere ha su molte persone l’effetto di generare manie di grandezza –  ha detto alla radio romana – a maggior ragione quando il potere ti arriva così per un colpo di fortuna o di sfortuna. Quando arrivi lì dopo aver fatto la gavetta, hai un pochino più di umiltà. Quando ti vengono a prendere per guidare l’Italia senza che tu abbia fatto niente prima, magari ti viene il dubbio che sei il più figo del pianeta».

«La nostra opzione preferita sono le elezioni – spiega il senatore di FI – perché ci vuole un governo che abbia le idee chiare, che non si blocchi per una serie di veti incrociati. Speriamo che a settembre ci siano le condizioni per farle, nel senso che l’epidemia sia passata e speriamo che la situazione del Paese non sia così drammatica da portare a scenari imprevisti».

Infine un passaggio sul centrodestra che, al di là delle parole, non dà certo un segnale di compattezza e anzi evidenzia la lotta strisciante per la futura leadership tra Salvini e Meloni. E Forza Italia, inevitabilmente, è presa nel mezzo. «E’ normale che ci siano idee diverse –  spiega Lucio Malan – altrimenti saremmo un unico partito. Sulla questione europea pensiamo che quando c’è la possibilità di avere soldi ad un interesse basso vanno presi. Ovviamente bisogna fare attenzione che non ci siano condizioni che fanno danno al Paese. Ma le condizioni comunque le mette il mercato, non è che possiamo indebitarci ulteriormente senza che il mercato reagisca. Dobbiamo puntare sulla produttività di questo Paese, bisogna togliere i lacci burocratici e i cappi fiscali che ci sono». >> Tutte le notizie di politica

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