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Tinto Brass toro scatenato: «Quell’attrice si lagnava perché nelle parti intime non aveva peli»

Tinto Brass, all’anagrafe Giovanni Brass, regista e sceneggiatore di origini milanesi, considerato all’unisono il maestro del cinema erotico italiano, si è raccontato in un’intervista a Il Fatto Quotidiano. L’86enne, reduce da un problema di salute, come un toro scatenato ha parlato delle tante attrici con cui si è trovato a lavorare sul set dei suoi film. Nel 1983 Brass, che ha cominciato come aiuto-regista di giganti come Roberto Rossellini, scelse di girare La chiave, tratto dal romanzo omonimo del giapponese Tanizaki Jun’ichirō, con protagonista Stefania Sandrelli. Parlando di quest’ultima il cineasta ha smentito le voci della retribuzione milionaria: «Stefania era una delle attrici di un’importante agenzia e in quel momento nessuno la ingaggiava, per questo viaggiava su cachet bassissimi. Appena l’ho vista i dubbi sono svaniti: ‘Voglio lei’. E infatti il film è andato liscio, il peggio è arrivato dopo Dopo “La chiave”? Grazie al successo ottenuto, poi l’hanno cercata in molti, e appena ho provato a riprenderla ha sparato un ingaggio folle e sono stato costretto a rinunciare!».

Tinto Brass

Tinto Brass toro scatenato: «Quell’attrice si lagnava perché nelle parti intime non aveva peli»

Parole lusinghiere nei confronti Monica Vitti: «Attrice straordinaria: con lei ci siamo inerpicati in una lunga serie di esperimenti cinematografici, e non si spaventava mai, non mollava, restava preda di curiosità e allegria!», ha affermato Tinto Brass, che poi ha aggiunto: «Disposta a spogliarsi anche più di quello che alla fine le ho chiesto, pure oltre la Mangano!». Più difficile è stato per il regista lavorare con Anna Galiena protagonista di Senso ’45: «Con lei siamo caduti in una serie assurda di difficoltà, era una perenne trattativa, una continua insoddisfazione, poi si inventava dei malesseri, rimandava le scene considerate troppo spinte, e si lagnava perché nelle parti intime non aveva peli». Problemi anche con Alba Parietti: «Siamo finiti a parolacce: con lei parlavo, parlavo, ma era inutile. Aveva delle riserve, ogni tanto cercava la scappatoia cinematografica, e mi diceva: ‘In questa scena non c’ è bisogno di andare a fondo, si capisce’. E io replicavo: ‘Si deve intuire e vedere’. Tra le attrici che lo avrebbero ‘rinnegato’ Debora Caprioglio: «Con gli anni si è un po’ ravveduta, mentre dopo Paprika ha cercato di distanziarsi da me e dal film».

Tinto Brass

«Federico Fellini mi diceva sempre: ‘Tintaccio, le tue ossessioni sono le tue benedizioni’»

Infine Tinto Brass ha speso qualche parola su alcuni colleghi. Parlando di Pier Paolo Pasolini ha raccontato: «Era lui a cercare un contatto con me: in un’edizione del Festival di Berlino eravamo entrambi presenti, e la notte mi chiedeva di portarlo in giro per conoscere i locali migliori. A un certo punto, quando le nostre esigenze divergevano, lo mollavo». Dolce il ricordo che lo lega a Federico Fellini: «Mi diceva sempre: ‘Tintaccio, le tue ossessioni sono le tue benedizioni’».

Tinto Brass

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