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Vaccino anti covid, Mario Draghi punta a 200mila somministrazioni giornaliere

Non c’è più tempo da perdere: bisogna accelerare la campagna vaccinale, e bisogna farlo subito. Mario Draghi ha delineato un nuovo piano molto più aggressivo indirizzato a raggiungere l’immunità di gregge entro la fine dell’estate. Si parla di 200mila dosi di vaccino anti covid da somministrare al giorno. Vediamo in cosa consiste il programma dell’ex presidente della Banca centrale europea.

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Mario Draghi

Vaccino anti covid, il piano del governo Draghi

Marzo sarà il punto di partenza del nuovo piano di distribuzione del vaccino anti covid. Parola d’ordine: accelerazione. Mario Draghi vuole passare dalle 100 mila dosi somministrate quotidianamente ora, a 200 mila. Letteralmente, vuole raddoppiarle così da tagliare i tempi necessari per raggiungere l’immunità di gregge. Quello delle 200 mila, però, è solamente un primo passo: il vero obiettivo è arrivare a 300 mila, o ancora meglio a 400 mila. Sicuramente, ha influito su questa decisione anche il via libera dell’Ema sul vaccino prodotto da Johnson&Johnson, atteso per l’11 o forse il 12 marzo. Grazie alla sua approvazione, infatti, nel nostro Paese dovrebbero arriva 7,3 milioni di dosi del vaccino anti covid nel giro di soli 15 giorni, e altre 19 milioni nei sei mesi successivi.

Un incremento decisamente influente che si andrebbe ad aggiungere alle quantità che le altre aziende forniscono ora e continueranno a distribuire. Nel mese di marzo, infatti, tra Pfizer, Moderna e AstraZeneca dovrebbero essere garantiti circa 6 milioni di vaccini.

Se si considerano, poi, tutte le pressioni che l’esecutivo sta ponendo sull’Unione europea per vincolare le imprese farmaceutiche agli impegni, ma anche dal punto di vista nazionale l’utilizzo dei medici di basse per somministrare le dosi del vaccino anti covid, si può dedurre che l’intenzione di accelerare i tempi sia reale. Anche se non sarà semplice: un primo traguardo sarebbe effettuare 12/13 milioni di somministrazioni entro il primo trimestre. Ma a oggi, dopo 60 giorni dall’inizio dell’anno, il bilancio si ferma a 4,2 milioni di dosi. L’idea, comunque, rimane quella di arrivare all’estate con 25 milioni di persone vaccinate, così da poter far partire almeno il turismo estivo. E poi raggiungere l’immunità di gregge entro settembre. Tutto questo però sarà possibile solo se migliorerà il rapporto con le aziende farmaceutiche, e se le Regioni gestiranno meglio la campagna.

vaccino anti covid

Migliora il rapporto tra governo centrare e Regioni

Intanto, con l’instaurazione del governo Draghi è migliorato anche il rapporto tra esecutivo centrare e i presidenti delle Regioni. In una lettera, infatti, Stefano Bonaccini ha ringraziato il Premier di aver accolto alcune raccomandazioni arrivate dalla conferenza dei territori. Tra queste, proprio l’accelerazione della campagna vaccinale, la comunicazione in anticipo dei provvedimenti, lo spostamento dal venerdì al lunedì delle misure in risposta al monitoraggio e l’istituzione di un tavolo di lavoro per rivedere i parametri che determinano la suddivisone dei colori per fasce di rischio. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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