in

Un super vaccino per il Covid: AstraZeneca e Sputnik insieme per un mix esplosivo

La corsa al vaccino anti-Covid che proprio oggi, domenica 27 dicembre, vede concretizzare i propri risultati nel Vaccine Day, si appresta a diventare una super maratona nelle intenzioni di AstraZeneca e Sputnik V. L’azienda biofarmaceutica britannico-svedese e l’istituto Gamaleya con sede a Mosca, che hanno messo rispettivamente a punto i due preparati, si sono dette favorevoli a collaborare per la realizzazione di un super vaccino. L’idea è stata portata avanti dopo che il mese scorso alcuni scienziati russi avevano suggerito che l’unione dei due farmaci avrebbe potuto aumentarne l’efficacia. Il Giornale, che ha contattato entrambe le aziende per saperne di più, ha ricevuto però risposta solo da AstraZeneca.

Leggi anche >> Vax Day, l’attesa è finita: è iniziata la campagna di vaccinazione anti Covid

Vaccino AstraZeneca e Sputnik

Vaccino AstraZeneca e Sputnik: insieme per un mix esplosivo

Tra le ragioni dell’azienda britannico- svedese, si legge nella nota di risposta di AstraZeneca, l’idea che per “superare la pandemia COVID-19, sarà necessario più di un vaccino e dato che diversi vaccini sono in fase di sperimentazione e/o approvazione, è importante capire come possono essere utilizzati, la loro intercambiabilità o il loro potenziamento. Essere in grado di combinare diversi vaccini può essere utile per migliorare la protezione e/o l’accesso ai vaccini e per questa ragione è importante esplorare diverse combinazioni al fine di contribuire a rendere i programmi di immunizzazione più flessibili, consentendo ai medici una scelta più ampia al momento della somministrazione”.

La stessa nota sottolinea la volontà di “valutare combinazioni eterologhe di diversi vaccini, lavorando con partner industriali, governi e istituti di ricerca in tutto il mondo, e presto inizierà a collaborare con il Gamaleya Research Institute in Russia per capire se due vaccini a base di adenovirus possono essere combinati con successo”. Non si escludono, dunque, ulteriori collaborazioni.

Vaccino AstraZeneca e Sputnik

Come funzionano i due preparati

Le prove della collaborazione tra AstraZeneca e Sputnik inizieranno a giorni: nel vaccino di Oxford è stato sviluppato un tipo di vettore virale non replicante che utilizza un virus innocuo per stimolare il sistema immunitario di un ricevente a sviluppare anticorpi. Più facile ed economico da produrre, trasportare e conservare, sul preparato di AstraZeneca l’Italia ha puntato parecchio: ne ha acquistate ben 40,38 milioni di dosi. Per quanto riguarda lo Sputnik V, si basa anch’esso su una versione modificata dell’adenovirus che, privato di tutti i geni che causano malattie, viene modificato per trasportare le istruzioni genetiche per produrre la proteina del coronavirus. La proteina spike prodotta innesca, dunque, una risposta immunitaria che protegge dalla malattia di Covid-19.

Vaccino AstraZeneca e Sputnik

Distribuzione e fasi attuali

Al momento, i due vaccini AstraZeneca e Sputnik si trovano in fasi diverse del loro percorso: mentre il preparato sviluppato da Oxford e dall’azienda italiana Irbm di Pomezia, dopo il brusco stop, è in fase tre e nei prossimi giorni si attende il via libera dell’agenzia del farmaco del Regno Unito per l’uso sulla popolazione inglese; la somministrazione dello Sputnik V è iniziata già lo scorso 10 dicembre nonostante le titubanze del mondo scientifico.

Tra le perplessità, la fretta con il quale è stato approvato e la mancanza di un numero di dati sufficiente per l’ok definitivo. Nelle ultime ore, il ministero della Sanità russa ha, però, autorizzato per la vaccinazione di massa anche le persone al di sopra dei 60 anni. Il ministro, Mikhail Murashko, ha sottolineato come le ultime analisi abbiano confermato che l’uso dello Sputnik V “non comporta alcun rischio per gli anziani”. >> Adele, tra i primi vaccinati contro il Coronavirus: “Spero di essere d’esempio”

pierfrancesco favino

Pierfrancesco Favino in “Tutti per 1-1 per tutti”: «Difficile girare fino in fondo quella scena…»

vaccini covid

L’infermiera Alivernini tra i primi a ricevere il vaccino allo Spallanzani: “E’ l’inizio della fine” dell’incubo