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Vaccino obbligatorio a scuola: le opzioni sul tavolo dell’esecutivo

Il tema del vaccino obbligatorio a scuola rimane un nodo cruciale. Da settimane ormai il governo sta tentando di capire come poter garantire l’anno in presenza a studenti e insegnanti, considerando che i dati sulla vaccinazione del personale risultano essere piuttosto insoddisfacenti. “La riapertura della scuola senza Dad, se possibile, è una priorità per il governo. Valuteremo in queste ore quali saranno le strade migliori”, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza. Proprio per questo pare che l’esecutivo stia pensando di varare un nuovo decreto, probabilmente entro la pausa estiva del 5 agosto, che dovrebbe entrare poi in vigore tra il 15 e il 20 dello stesso mese.

decreto scuola 2021

Obbligo vaccino scuola, le opzioni al vaglio dell’esecutivo

A oggi i dati sulla vaccinazione del personale scolastico sono piuttosto deludenti, in particolare in alcune Regioni. In Sicilia, per esempio, non ha ricevuto alcuna dose il 43% dei dipendenti. In Liguria, Toscana, Bolzano e Calabria più del 30%. Ciò significa che l’obiettivo dell’esecutivo, quello di raggiungere una complessiva pari al 93%, è ancora lontano. Ed è proprio per questo motivo che il generale Figliuolo ha chiesto ai presidenti di Regione di presentare tutti i numeri, così da valutare le nuove adesioni alla campagna e decidere un percorso da seguire.

Le opzioni sul tavolo al momento sembrano essere tre: obbligo nazionale per tutto il personale, obbligo esclusivo nelle Regioni dove l’immunizzazione è ancora troppo bassa e infine green pass obbligatorio per docenti e amministrativi. Quest’ultima sarebbe la strada più contorta, perché dovrebbe prevedere anche una sanzione per chi decide di non sottoporsi al vaccino anti covid. Così come la selezione su base regionale, che sarebbe piuttosto difficile da spiegare e organizzare. Il che significa che l’obbligo del vaccino per i dipendenti ora sembra essere l’opzione più papabile.

“Vaccino obbligatorio per il personale della scuola? Sono valutazioni che stiamo facendo in queste ore. La riapertura della scuola senza Dad, se possibile, è una priorità per il governo”, ha in ogni caso sottolineato il ministro Speranza. “Valuteremo in queste ore quali saranno le strade migliori. Dobbiamo lavorare perché con la buona campagna di vaccinazione, oggi abbiamo superato 65 milioni di dosi somministrate, vogliamo tutelare la scuola. Nessuna soluzione è esclusa, l’obiettivo è riportare tutti i ragazzi a scuola in sicurezza e in presenza”, ha aggiunto poi.

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vaccino Covid Lombardia

Rusconi: “Non vaccinarsi è un esempio diseducativo”

Rispetto alla possibilità che il vaccino obbligatorio a scuola scatti in base al numero di immunizzazioni delle Regioni, inoltre, Speranza ha spiegato: “Ci sono differenze tra regioni: in alcune il tasso è molto alto, in altre è più basso. Di solito le misure che facciamo sono nazionali. Ma non deve passare il messaggio che gli insegnanti e il personale scolastico non si sono vaccinati, il dato è molto alto. L’85% ha avuto almeno la prima dose. Ma noi vogliamo che questa percentuale cresca, per questo nelle prossime ore valuteremo qual sia lo strumento migliore”.

Abbiamo nove regioni che viaggiano dal 77 al 50% di personale scolastico non vaccinato, e questo non va bene. Quindi è importante che soprattutto in quelle regioni si convinca il personale docente e non docente a fare questo atto di generosità, perché solo così riparte il paese”, ha invece affermato il commissario per l’emergenza Covid, il generale Figliuolo. “E’ importante sapere quante sono le mancate adesioni a livello numerico, sempre nel rispetto della privacy, e quante di queste potrebbero dipendere dalla problematica sanitaria di persone che non possono vaccinarsi. Questa mappatura e’ importante per capire come procedere e che cosa fare”, ha aggiunto poi.

“Tutti quelli che frequentano le scuole, dai fornitori ai bidelli, dagli insegnanti ai genitori degli studenti, devono essere muniti di Green pass: se vuoi entrare o sei vaccinato o fai un tampone. E’ indispensabile dimostrare che non si è portatori del virus. Non possiamo mettere a rischio i ragazzi o i professori”, ha infine commentato Mario Rusconi, presidente dei presidi del Lazio. “Non vaccinarsi è un esempio diseducativo nei confronti dei giovani che devono avere fiducia nella scienza e nelle istituzioni. Gli insegnanti No Vax ripassassero le nozioni scientifiche. Dall’anno scorso è stata anche reintrodotta l’educazione civica: andare contro il vaccino vuol dire andare contro un pilastro del vivere in comunità”. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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