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Viviana Parisi «ha un esaurimento nervoso ed è instabile»: le parole della cognata subito dopo la scomparsa

Viviana Parisi e Gioele news: «Mia cognata Viviana ha un esaurimento nervoso  ed è instabile». Sono queste le parole che Mariella Mondello pronunciò tre giorni dopo la scomparsa della cognata e del nipotino, avvenuta a Caronia il 3 agosto 2020.

La donna in quel frangente temporale di incertezza, quando di madre e figlio non si avevano ancora notizie, diceva appunto di Viviana: «È sotto shock, non è stata rapita». I familiari della dj 43enne, quindi, sapevano che la donna stava molto male dal punto di vista psicologico. Constatazione cui è arrivata anche la Procura di Patti dopo un anno di indagini, ipotizzando quale unica spiegazione della morte di Viviana e Gioele quella dell’omicidio-suicidio. Pista che, come è noto, la famiglia Mondello respinge con forza.

Viviana Parisi prima di morire «era molto spaventata e depressa»

«Mia cognata vaga in stato confusionale. Non è stata rapita. Non aveva problemi con mio fratello o con qualcuno della famiglia. Secondo noi lei è solo spaventata. Non è stata molto bene nel periodo del lockdown: lo so perché è stata anche a casa mia e ho visto che era molto spaventata e depressa. Lei era terrorizzata per il Covid, soprattutto per Gioele».

«Ha cominciato a pregare, leggeva la Bibbia. Ha avuto come una sorta di esaurimento, come possono testimoniare parenti, amici e vicini, ed è stata anche portata all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. Era molto instabile, passava da uno stato di euforia alla depressione. Temiamo possa avere avuto uno shock dopo l’incidente. Non so perché si trovava a Caronia: mi aveva parlato qualche giorno prima della ‘Piramide della Luce’ di Fiumara D’Arte di Motta d’Affermo, dicendo di volerci andare». (Continua a leggere dopo la foto)

A riportare le parole pronunciate da Mariella Mondello è il settimanale Giallo in un articolo a firma di Angela Corica. La cognata di Viviana lo disse ai cronisti il 7 agosto 2020, quando i corpi martoriati di madre e figlio non erano stati ancora rinvenuti nelle campagne di Caronia. Nell’autostrada Messina-Palermo che li costeggia, la mattina del 3 agosto la donna ebbe un incidente d’auto mentre percorreva la galleria Pizzo Turda. Sinistro dopo il quale si allontanò a piedi, con in braccio il figlio Gioele di 4 anni, per poi sparire nel nulla tra la boscaglia oltre il guard-rail.

Viviana Parisi: la famiglia di Viviana aveva da subito intuito l’amara realtà

Ore angoscianti, quelle. I familiari in preda alla disperazione provavano ad ipotizzare cosa le fosse accaduto. La cognata indicò nella depressione di Viviana una delle spiegazioni che potevano aver cagionato la sparizione di madre e figlio. Ancor prima quindi che il noto psichiatra Massimo Picozzi lo mettesse nero su bianco nella relazione sulla autopsia psicologica effettuata, la famiglia di Viviana aveva già intuito l’amara realtà.

Anche Daniele Mondello, marito di Viviana nonché padre del piccolo Gioele, parlò agli inquirenti del periodo buio che stava attraversando la moglie. A un anno da quei tragici fatti, nonostante l’uomo oggi sostenga che madre e figlio siano stati aggrediti a uccisi da un fantomatico ‘mostro di Caronia’, gli elementi oggettivi emersi dalle indagini dicono tutt’altro. Ci sarebbe infatti lo stato di profonda depressione, in cui da mesi ormai era caduta la donna, dietro alla duplice tragedia.

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La donna soffriva di una forte depressione e manie di persecuzione. Lo ha accertato il medico psichiatra professor Massimo Picozzi, incaricato dalla Procura di effettuare una perizia sulla donna. Viviana soffriva di ”una patologia importante di valenza psicotica dalla quale non si era mai ripresa completamente”. Questo scrive il noto medico nella relazione sulla sua ‘autopsia psicologica’. Viviana era affetta da un ”disagio preesistente da almeno due anni”, con aspetti clinici tali “da spingere a ipotizzare un accertamento sanitario obbligatorio per far fronte alla situazione”.

Riscontrata altresì la ‘‘presenza di spunti psicotici, con tematiche mistiche, persecutorie e di rovina”. Con “riferimenti al demonio, interpretatività delirante – il diavolo nel serpente del bastone di  Asclepio”, si legge nella perizia.

Secondo il consulente “l’incidente stradale ha rappresentato per costei uno stress acuto che ha valicato ogni capacità di elaborazione e risoluzione’‘; tale situazione è stata causata da ”una interpretazione persecutoria dell’evento”, come se il sinistro fosse  stato ”causato intenzionalmente, per nuocerle, da inesistenti  aggressori”, oppure, in alternativa, dall’”innescarsi del timore  inaccettabile che il marito ne approfittasse per toglierle la potestà genitoriale, allontanandola per sempre dal suo bambino”. Potrebbe interessarti anche —> Viviana Parisi e Gioele, come sono morti? Daniele Mondello convinto dell’azione di «un soggetto ignoto»

 

 

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