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Viviana Parisi e Gioele, i dubbi che tormentano Daniele Mondello: nessuna impronta sul traliccio, come è possibile?

Viviana Parisi e Gioele: chiesta l’archiviazione del caso dalla procura di Patti. Secondo chi indaga, infatti, la dj 43enne si sarebbe tolta la vita dopo avere ucciso il figlio di 4 anni, Gioele. Dopo avere – questa l’ipotesi – strangolato il suo bambino si sarebbe arrampicata sul traliccio della corrente e da lì si sarebbe poi lanciata nel vuoto.

Sarebbe accaduto tutto il 3 agosto di un anno fa, dopo il tamponamento in galleria sulla Messina-Palermo a seguito del quale, scavalcato il guard rail con il braccio il suo bambino, Viviana si addentrò nei boschi di Caronia. Ai piedi di quel traliccio, infatti, la donna fu rinvenuta senza vita l’8 agosto, cinque giorni dopo la scomparsa.

VIVIANA PARISI SUICIDIO MA NESSUNA IMPRONTA SUL TRALICCIO

Ricostruzione che com’è noto Daniele Mondello respinge con forza. Il marito di Viviana nonché padre di Gioele, è infatti convinto che mai la donna avrebbe potuto far del male al loro adorato bambino. Né che possa essersi suicidata. E non fa che rivivere quei terribili momenti di un anno fa seguiti alla scomparsa dei suoi familiari. Le ore di attesa senza sapere cosa fosse loro accaduto, il dramma dopo avere appreso della morte di entrambi.

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Daniele Mondello ricostruisce il suo dramma: la notizia della morte di Viviana

Mette nero su bianco i suoi pensieri, Daniele Mondello. E lo fa con dei lunghi post su Facebook. «Oggi, 8 agosto, è un giorno stampato nella mia testa come l’inizio della fine. Ricordo come se fosse ieri. Mi stavo recando in questura a Messina per i soliti interrogatori. Come ormai avveniva sempre dal 3 agosto. Mentre mi trovavo lì ad un certo punto arriva una chiamata. Una segnalazione del ritrovamento del corpo di una donna. Sono stato rassicurato da loro del fatto che sicuramente non si trattava di mia moglie Viviana, perché in quei giorni era sparita un’altra donna».

VIVIANA PARISI SUICIDIO MA NESSUNA IMPRONTA SUL TRALICCIO

«Io, scortato fuori come fossi un boss»: il marito di Viviana Parisi si sfoga su Facebook

«Nel frattempo noto gli sguardi che si lanciavano fra di loro e capisco che qualcosa non va. Ero lì che speravo di sbagliarmi. Pensavo che quella fosse solo una sensazione data dallo stress, ma poi ho realizzato che qualcosa non andava. A quel punto arriva la conferma ed il riconoscimento delle foto. Avevano trovato il corpo di mia moglie Viviana. Ricordo come se fosse ieri tutta la scena: sono stato scortato fuori come fossi un boss. Sono salito in macchina nascondendomi dietro quella del mio amico Alessandro, per poter fuggire dalla folla di giornalisti. In quel momento un pezzo del mio cuore si è letteralmente distrutto ed ho dovuto fare i conti con l’amara verità che mi si stava presentando davanti. Ma non era solo questo ad angosciarmi e distruggermi dentro… ancora non avevano trovato mio figlio Gioele. Un senso di tristezza, rassegnazione si formava dentro di me, ma anche un briciolo di speranza ancora restava viva perché con lei non c’era il nostro piccolo e fino all’ultimo ho sperato in un miracolo. 8 agosto 2020, per me la distruzione della mia famiglia, ma l’inizio della mia battaglia per scoprire la verità di cosa è accaduto davvero». (Continua a leggere dopo la foto)

VIVIANA PARISI SUICIDIO MA NESSUNA IMPRONTA SUL TRALICCIO

Come mai non c’erano impronte di Viviana sul traliccio? I dubbi che attanagliano il marito

«Sul traliccio – aggiunge – prima di una analisi che si chiama “fumigazione”, gli esperti della scientifica hanno fatto un test: le impronte umane restano. Come mai non c’erano impronte di Viviana? Il traliccio era bollente (sarà stato sui 50 gradi), è concepito per evitare che ci si arrampichi sopra, c’era un muro di spine ad un metro (un muro), non ci sono tracce di sangue di Viviana, non ci sono impronte digitali o essudato (sudore)». Chi risponderà mai a tutti questi quesiti?

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