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Zanardi torna a parlare, la dottoressa: «Nessuno ci credeva. È stata una grande emozione»

Una delle belle notizie del 2021, una di quelle che fa gridare al miracolo. Alex Zanardi parla, è tornato a parlare. Il campione avrebbe ripreso a comunicare dopo il terribile incidente dello scorso 19 giugno, quando si scontrò con un camion vicino a Siena, mentre era a bordo della sua handbike. A raccontare degli straordinari progressi Federica Alemanno, neuroscienziata del San Raffaele di Milano. La specialista in un’intervista al Corriere della Sera ha detto: «È stata una grande emozione, nessuno ci credeva. Lui c’era! E ha comunicato con la sua famiglia». 

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Zanardi parla, la dottoressa: «Nessuno ci credeva. È stata una grande emozione»

Alex Zanardi era rimasto coinvolto in un drammatico incidente. Il 54enne bolognese si era schiantato contro un camion in Val d’Orcia, in Toscana, a circa 50 all’ora, deturpandosi la testa e il viso sul lato sinistro. Si è dovuto sottoporre più volte ad interventi: prima a Siena, poi al San Raffaele di Milano. Infine le complicazioni di un’infezione che ne ha richiesto il drenaggio al cervello. I medici gli hanno ricostruito il volto in varie sedute di chirurgia plastica e ne hanno disposto il trasferimento a fine novembre all’Ospedale di Padova, nel reparto di neurochirurgia, a pochi chilometri dalla casa di famiglia. E proprio qui è iniziato il percorso riabilitativo. Qui la moglie Daniela, il figlio, i familiari tutti e gli specialisti, si sono stretti come le dita di una mano per stargli accanto e assisterlo. Per Zanardi oggi sembra andare meglio, la vita torna a sorridergli. La dott.ssa Federica Alemanno ha parlato dell’attuale quadro clinico del paziente e dei netti miglioramenti.

Alex Zanardi

Il campione è stato sottoposto alla cosiddetta ‘awake surgery’ (‘chirurgia da svegli’): di che si tratta

La neuroscienziata ha anche svelato che Zanardi è stato sottoposto alla cosiddetta ‘awake surgery’ (‘chirurgia da svegli’). «Prima di usare il “bisturi” il chirurgo simula, con stimolazioni elettriche, l’intervento zona per zona. Se per esempio siamo nell’area della memoria, ripropongo al paziente, che è sedato, ma non addormentato, la fotografia della moglie. Se la riconosce, significa che il bisturi non danneggerà questa funzione e il chirurgo può procedere. L’obiettivo non è solo la sopravvivenza del paziente, ma quello di salvaguardare il più possibile le funzioni cognitive e assicurare la migliore qualità di vita possibile», ha precisato l’esperta. «È una tecnica molto particolare che si fa in pochissimi centri in Italia e ha come obiettivo quello di garantire al paziente la migliore qualità di vita possibile dopo un inevitabile intervento chirurgico. Viene utilizzata in casi particolari, soprattutto in pazienti giovani, compresi tra i 30 ed i 50 anni, con due tipi di malattia: i gliomi cosiddetti a basso grado e i cavernomi. I primi sono tumori del cervello non particolarmente aggressivi, ma che possono, con la loro presenza in certe aree, compromettere alcune importanti attività cerebrali, come ad esempio la memoria, la parola e l’attenzione. Stesso discorso per i cavernomi. Sono malattie piuttosto rare», ha spiegato la dottoressa Alemanno.

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Zanardi parla, i medici: “grande capacità di recupero”

Da quasi un mese Zanardi combatte la sua lunga e difficile battaglia ricoverato nel reparto di neurologia dell’ospedale di Padova. Ha tanta forza d’animo, come ha spiegato la dottoressa: «Tenendogli la mano giorno per giorno sono rimasta sorpresa dalla sua capacità di recupero».

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