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11 settembre 2001, ricordo indelebile: 19 anni fa il mondo cambiò per sempre

Sono passati 19 anni da quella data che nessuno dimenticherà mai: 11 settembre 2001. Chi c’era non potrà mai cancellare dalla mente quelle immagini strazianti, e a chi non c’era non sarà mai permesso di farlo. L’11 settembre 2001 fu una giornata che segnò un cambiamento drastico nella storia mondiale, un giorno drammatico che ad ogni ricorrenza riviviamo come fosse accaduto ieri. E’ stata una delle più grandi tragedie dell’Occidente contemporaneo e anche oggi, diciannovesimo anniversario, torna alla ribalta con tutta la sua inaudita violenza. Tre attentati, contro altrettanti obiettivi simbolici del potere degli Stati Uniti d’America, politico, economico e militare: le Torri Gemelle del World Trade Center, il Pentagono, la capitale Washington (l’unico fallito). Morirono 2.977 persone, inclusi 19 attentatori. I feriti furono più di 6mila.

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11 settembre 2001

11 settembre 2001: ricordo indelebile

Alle 08:46 ora locale di una ordinaria e caotica mattina newyorkese, un aereo di linea dell’American Airlines partito da Boston si schiantò contro le Torri Gemelle, le più alte del World Trade Center di Manhattan e in realtà di tutto il Nord America. Il primo velivolo colpì la torre del WTC e pochi minuti dopo, in diretta su migliaia di tv, il mondo dovette assistere inerme ad un altro, terribile, impatto. Il secondo aereo della United Airlines, partito anche esso da Boston, colpì la torre sud. Tutto il mondo si fermò. Le immagini di quell’impatto in diretta mondiale sono impossibili da cancellare, indelebili nella memoria. Sono passati 19 anni, ma chiunque ci fosse ricorda perfettamente quei momenti. La tragedia non finì lì, quaranta minuti dopo un volo dell’America Airlines decollato da Washington colpì il Pentagono. La Casa Bianca fu immediatamente evacuata. Alla fine il bilancio degli attacchi fu peggio di un bollettino di guerra: 2.996 vittime, 24 dispersi e circa 6.400 feriti.

11 settembre 2001

Il ricordo

L’11 settembre 2001 ha cambiato il mondo. “Ricordo quel antico in cui si poteva andare all’aeroporto all’ultimo minuto; beffarsi delle religioni senza rischiare la vita; fare la spesa in un magazzino kasher o, volendo, celebrare una messa in chiesa; entrare in un luogo pubblico senza perquisizione della borsa e, nel caso degli intellettuali, parlare di letteratura o scrivere romanzi d’amore senza sentirsi disertori rispetto alla lotta principale”. Queste sono le parole di Bernard-Henri Lévy, filoso e giornalista francese.

Questo terribile evento lascia tutt’oggi aperte molte domande e altrettante teorie. Chi è stato? Si è trattato di un attacco terroristico da parte di Al Qaeda. 19 terroristi dirottarono quattro aerei per colpire il cuore degli Stati Uniti, solo un attacco fallì. Non tutti sono soddisfatti di questa risposta e così sono nate diverse teorie.

Le teorie

Qualcuno parla di un complotto interno. L’11 settembre fu il colossale inganno architettato dalla Casa Bianca per indurre George W. Bush a dichiarare guerra al terrorismo islamico. Altri affermano che le torri sono crollate troppo in fretta e da qui è nata la teoria della demolizione controllata.

Un’altra informazione ambigua è arrivata dall’ex analista della Cia George Bibi. Nel suo libro “Trappola russa: come la nostra guerra oscura con la Russia può trasformarsi in una catastrofe nucleare” Bibi sostiene che due giorni prima dell’11 settembre Putin avrebbe telefonato al presidente americano George W. Bush informandolo che l’intelligence russa aveva scoperto segnali di un’imminente campagna terroristica, “qualcosa che veniva preparato da molto tempo dall’Afghanistan”.

C’è anche chi collega la terribile vicenda ad una profezia di Nostradamus.

A 5 e 40 gradi il cielo brucerà
Fuoco si approssimerà alla grande Città Nuova
All’istante una grande fiammata si spargerà e farà sprofondare
Quando si vorrà dei Normanni fare sofferenza”.

Ovviamente, come sempre quando si tratta di argomenti così dubbi come le profezie, c’è chi pensa che non ci sia nessun collegamento con l’attentato a New York, ma la latitudine di 40°, la “Città Nuova” (New York, appunto), e la sofferenza dei “Normanni”, sono coincidenze che hanno dato margine di interpretazioni ai fatalisti di tutto il mondo.leggi anche l’articolo —> 11 settembre anniversario: dal 2001 sono morti 200 pompieri

 

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