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Genova, disabile costretto ad attese in Anagrafe: la denuncia contro la giunta Salis

03/08/2026 08:45

Torna sotto i riflettori la gestione dei servizi comunali di Genova, guidata dalla sindaca Silvia Salis. Questa volta al centro della polemica non ci sono tasse o sicurezza urbana, ma un episodio che riguarda l’accessibilità dei servizi pubblici per le persone con disabilità.

Genova, la denuncia sulle difficoltà di accesso ai servizi comunali per le persone con disabilità

La denuncia sui social di un vigile del fuoco

A sollevare il caso è stato Marco Macrì, vigile del fuoco genovese e fondatore dell’associazione “Genova inclusiva”, da tempo impegnato a raccogliere e denunciare pubblicamente le difficoltà quotidiane vissute dalle famiglie con un componente disabile. Attraverso i propri canali social, Macrì raccoglie regolarmente testimonianze di cittadini che, secondo quanto riporta lui stesso, non trovano altrettanta attenzione da parte delle istituzioni locali.

La storia raccontata: una madre e il figlio disabile in Anagrafe

L’episodio al centro della denuncia riguarderebbe una madre recatasi all’ufficio Anagrafe del Comune insieme al proprio figlio, persona con disabilità grave e non autosufficiente, accompagnato quotidianamente da un assistente. La pratica da svolgere sarebbe stata semplice, il rinnovo della carta d’identità, ma il ragazzo, secondo il racconto, soffrirebbe di importanti problematiche comportamentali che rendono per lui particolarmente difficile sopportare attese prolungate in ambienti chiusi e affollati.

Secondo la ricostruzione, prima di recarsi in ufficio la donna si sarebbe informata sulla possibilità di essere ricevuta in mattinata, ricevendo rassicurazioni in tal senso. Una volta sul posto, però, le sarebbe stato comunque richiesto di prendere il numero e attendere il proprio turno come tutti gli altri utenti, nonostante la gravità della condizione del figlio.

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La situazione di crisi in ufficio

Durante l’attesa, secondo quanto riportato, il ragazzo avrebbe manifestato più volte segni di forte agitazione, gettandosi a terra e tentando ripetutamente di uscire dall’ufficio, mettendo in seria difficoltà sia la madre che l’assistente nel gestire la situazione davanti agli altri utenti presenti.

A risolvere l’impasse, sempre secondo la ricostruzione, non sarebbe stato un intervento organizzativo dell’amministrazione, ma il gesto spontaneo di un altro cittadino in attesa, che avrebbe ceduto il proprio turno per permettere alla famiglia di essere ricevuta prima.

Il paradosso finale: una attesa evitabile

L’aspetto più critico della vicenda, secondo la denuncia, riguarderebbe proprio l’esito della pratica: una volta ricevuta la famiglia, l’operatore avrebbe comunicato che la presenza fisica del ragazzo non era in realtà necessaria, essendo sufficiente un riconoscimento visivo iniziale. Un dettaglio che, se comunicato in anticipo o gestito con un’organizzazione diversa, avrebbe potuto evitare l’intera situazione di disagio vissuta dalla famiglia.

Le critiche a distanza rivolte alla sindaca Salis

Sul caso è intervenuto anche il giornalista Gianluigi Paragone, che dalle colonne de La Verità ha commentato la vicenda, sottolineando come, secondo la sua analisi, la sindaca Salis dedichi grande attenzione alla propria comunicazione sui social, ma non altrettanta ai problemi concreti segnalati dai cittadini con disabilità. Secondo questa lettura, episodi come questo dimostrerebbero la necessità di applicare concretamente, negli uffici pubblici, i principi dei ragionevoli accomodamenti già previsti dalla normativa sulla disabilità.

Un tema che va oltre gli schieramenti politici

Va sottolineato come l’associazione fondata da Macrì si dichiari trasversale rispetto agli schieramenti politici, avendo in passato denunciato criticità legate a diverse amministrazioni, indipendentemente dal colore politico, con l’obiettivo dichiarato di dare voce alle famiglie che vivono quotidianamente la disabilità, spesso senza trovare adeguato ascolto istituzionale.

Resta ora da vedere se l’amministrazione comunale genovese interverrà con indicazioni più precise per gli uffici pubblici, al fine di prevenire situazioni simili in futuro per le famiglie che si trovano ad affrontare la disabilità nella vita di tutti i giorni.

Fonte: La Verità, articolo di Gianluigi Paragone, con testimonianza di Marco Macrì (Genova inclusiva)

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