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Nazionale italiana, la verità di Maldini dopo le dimissioni: si scopre tutto

09/08/2026 12:28

Paolo Maldini ha raccontato la sua versione dei fatti dopo le dimissioni dall’incarico di direttore tecnico della Nazionale italiana. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex capitano azzurro ha ricostruito le poche settimane trascorse all’interno del nuovo progetto federale e spiegato perché abbia deciso di lasciare prima ancora che il suo contratto entrasse ufficialmente in vigore.

Paolo Maldini, la verità sulle dimissioni dalla Nazionale italiana

Al centro del racconto c’è soprattutto il rapporto con Giovanni Malagò e il cambiamento degli accordi iniziali sulla scelta del commissario tecnico. Secondo Maldini, il progetto avrebbe dovuto prevedere una precisa autonomia nella selezione dell’allenatore, ma qualcosa sarebbe cambiato durante il percorso.

“I patti sono stati rivisti”

La frase che sintetizza maggiormente la posizione dell’ex dirigente azzurro riguarda proprio il motivo delle dimissioni. Maldini ha spiegato che, dopo la revisione degli accordi, non ci sarebbero più state le condizioni necessarie per proseguire nel progetto.

“Non c’erano più le condizioni di fiducia”, è il concetto espresso da Maldini, che ha raccontato di aver preferito lasciare l’incarico insieme a Leonardo piuttosto che accettare un ruolo con responsabilità diverse da quelle inizialmente concordate.

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Il caso Pirlo al centro della rottura

La frattura sarebbe emersa soprattutto sulla scelta del nuovo commissario tecnico. Tra i nomi valutati da Maldini c’era Andrea Pirlo, mentre il progetto aveva preso in considerazione anche altri profili importanti del calcio italiano.

Secondo il racconto di Maldini, a un certo punto Malagò avrebbe comunicato a lui e a Leonardo che la scelta dell’allenatore sarebbe spettata direttamente al presidente federale. Una modifica sostanziale rispetto all’accordo iniziale e che, secondo l’ex capitano della Nazionale, avrebbe reso impossibile continuare.

Il sogno Guardiola per la panchina azzurra

Nel progetto di Maldini e Leonardo c’era anche un nome destinato a far sognare i tifosi: Pep Guardiola. L’ex dirigente ha raccontato che il tecnico spagnolo sarebbe stato concretamente interessato alla possibilità di allenare una Nazionale e che ci sarebbe stato un incontro per discutere dell’eventuale progetto italiano.

Guardiola avrebbe studiato insieme a Maldini la rosa e le prospettive della Nazionale, arrivando secondo il racconto a valutare seriamente l’ipotesi. Alla fine, però, il tecnico avrebbe scelto di non accettare l’incarico, soprattutto per una questione legata alla propria stanchezza dopo anni particolarmente intensi alla guida del Manchester City.

La questione Pirlo e la collaborazione con Fonbet

Un altro punto affrontato da Maldini riguarda la vicenda legata a Pirlo e alla società di scommesse russa Fonbet. La collaborazione professionale dell’ex centrocampista era stata considerata un problema di opportunità e aveva contribuito a far tramontare la sua candidatura.

Per Maldini, tuttavia, quella vicenda sarebbe stata soprattutto un pretesto. Secondo la sua ricostruzione, non ci sarebbero stati impedimenti giuridici tali da rendere impossibile la nomina di Pirlo come commissario tecnico della Nazionale.

Il progetto per rifondare il calcio italiano

Maldini ha inoltre spiegato che il progetto iniziale non si limitava alla scelta del nuovo allenatore. L’obiettivo era costruire una nuova struttura tecnica e avviare un percorso di rifondazione del calcio italiano, lavorando sulla formazione dei giovani e su una maggiore attenzione alla tecnica e al gioco offensivo.

Un progetto che, nella versione raccontata dall’ex capitano azzurro, avrebbe richiesto tempo e autonomia decisionale. Proprio la perdita di queste condizioni avrebbe portato alla decisione di interrompere il percorso prima ancora dell’inizio ufficiale dell’incarico.

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