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È morta Silvia Monti, l’attrice di “Finché c’è guerra c’è speranza”: aveva 80 anni

12/08/2026 14:47

È morta a 80 anni Silvia Monti, all’anagrafe Silvia Cornacchia, tra i volti più riconoscibili del cinema italiano tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta. L’attrice si è spenta martedì 11 agosto a Lugano, in Svizzera, dove viveva insieme al marito, l’imprenditore Carlo De Benedetti.

Silvia Monti, l’attrice italiana scomparsa a 80 anni dopo una lunga malattia

La malattia: demenza frontotemporale

Da tempo Silvia Monti era affetta da demenza frontotemporale, una grave patologia neurodegenerativa di cui aveva parlato pubblicamente il nipote Edoardo Donà dalle Rose, nell’ambito di un’iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi a sostegno della ricerca sulle malattie neurodegenerative. Il nipote aveva scelto di correre la Maratona di New York in programma il prossimo 1° novembre proprio per onorare la memoria e la forza della nonna, trasformando una vicenda familiare dolorosa in un’occasione di attenzione verso la ricerca scientifica.

Dagli esordi al successo con Alberto Sordi

Nata il 23 gennaio 1946 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, Silvia Monti lasciò la città natale a ventun anni per intraprendere la carriera cinematografica. Debuttò sul grande schermo nel 1969 con “Fräulein Doktor” di Alberto Lattuada, prendendo parte nello stesso anno anche a “Metti, una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi e a “Il cervello” di Gérard Oury.

Negli anni successivi lavorò con alcuni tra i più importanti registi del cinema italiano e internazionale, tra cui Lucio Fulci in “Una lucertola con la pelle di donna”, Luigi Bazzoni in “Giornata nera per l’ariete” e Ferdinando Baldi in “Afyon – Oppio”. Il successo definitivo arrivò nel 1974 con “Finché c’è guerra c’è speranza”, diretto e interpretato da Alberto Sordi, in cui Monti vestiva i panni della moglie del protagonista.

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L’addio al cinema al culmine della popolarità

Proprio nel momento di massima popolarità, Silvia Monti scelse sorprendentemente di ritirarsi dalle scene, allontanandosi definitivamente dai riflettori per dedicarsi alla vita privata.

I due matrimoni e la vita lontano dallo spettacolo

Dopo l’addio al cinema, Monti sposò il conte veneziano Luigi Donà dalle Rose, fondatore di Porto Rotondo, borgo a cui l’attrice è rimasta sempre particolarmente legata. Dall’unione, durata 25 anni prima della separazione nel 1994, nacquero due figli, Leonardo e Una.

Il 10 luglio 1997 si risposò con l’imprenditore Carlo De Benedetti, al cui fianco è rimasta per quasi trent’anni, trasferendosi con lui a Lugano, dove ha trascorso gli ultimi anni della propria vita.

Un’eredità artistica breve ma intensa

Di Silvia Monti resta una filmografia concentrata in pochi anni ma capace di attraversare generi, autori e stagioni diverse del cinema italiano, dal cinema d’autore al genere più commerciale, senza mai lasciarsi imprigionare in un’unica immagine. Una scelta di vita fuori dagli schemi, quella di abbandonare la scena proprio quando il pubblico non sembrava avere alcuna intenzione di lasciarla andare.

Fonte: Sky TG24, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale di Vicenza, Virgilio Notizie, Dilei.it, Libero

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