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Achille Lauro canta “C’est la vie”, il petto trafitto da rose: «Dio benedica solo Noi»

Achille Lauro Sanremo 2021 “C’est la vie”, gran finale – Domenica 7 marzo 2021. «Tutti con la stessa carne debole, la stessa rosa che ci trafigge il petto. Insieme, inginocchiati davanti al sipario della vita». Questo l’ultimo quadro di Achille Lauro. L’artista, che è stato introdotto dal ballerino Giacomo Castellana dell’Opera di Roma, ha cantato la sua “C’est la vie”, in un omaggio all’orchestra del Festival della Canzone Italiana. 

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Achille Lauro

Sanremo 2021, Achille Lauro canta “C’est la vie”, il petto trafitto da rose: «Dio benedica solo Noi»

«Dio benedica solo noi, esseri umani», questo il tema dell’ultimo quadro di Achille Lauro. Tailleur doppiopetto ciclamino per il cantautore, che ha dedicato l’ultima sua performance all’orchestra, eseguendo una versione classica di uno dei suoi brani più belli: ‘C’est la vie’. Preceduto dal ballerino Giacomo Castellana, solista dell’Opera di Roma, Lauro è entrato in scena con il bocciolo di una rosa che si intravedeva dal doppiopetto. La canzone ha poi lasciato spazio alle registrazioni di insulti di ogni tipo ricevuti dall’artista. La giacca sul finale si è aperta e dal busto dell’artista sono apparso steli spinosi, con tanto di sangue. Un invito velato a restare umani.

Gli audio originali riportavano gli attacchi che gli sono stati rivolti nel tempo da Red Ronnie, Matteo Salvini, Maurizio Gasparri, Valerio Staffelli. “Achille Lauro è un’artista di cui non comprerei mai dischi”; “Achille Lauro fai schifo”, “Achille Lauro l’artista che inneggia alla droga“. E ancora: “Vergognoso, volgare, pagliaccio, scempio (…)”. Nel mentre che queste parole venivano trasmesse la base musicale della canzone. Una scena di forte impatto, che è stata accolta con entusiasmo dagli utenti sui social.

 

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«La nostra stessa fine in questa strana fiaba»

Come accaduto nelle altre serate di Sanremo 2021, un breve monologo ha concluso il suo quadro: «È giunto il nostro momento. La nostra stessa fine in questa strana fiaba. La più grande storia raccontata mai. Maschere dissimili recitano per il compimento della stessa grande opera. Tragedia e commedia. Essenza ed esistenza. Intesa e incomprensione. Elementi di un’orchestra troppo grande per essere compresa da comuni mortali. È giunto il nostro momento. Colpevoli, innocenti. Attori, uditori. Santi, peccatori. Tutti insieme sulla stessa strada di stelle. Di fronte alle porte del Paradiso. Tutti con la stessa carne debole. La stessa rosa che ci trafigge il petto. Insieme, inginocchiati davanti al sipario della vita. E così sia. Dio benedica Solo Noi. Esseri Umani». Leggi anche l’articolo —> Sanremo 2021, il secondo quadro di Achille Lauro un omaggio a Mina: «Dio benedica chi gode»

 

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(clicca qui per vedere la performance di Achille Lauro) 

 

 

 

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