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Afghanistan, il cronista di Aamaj News: “Pallavolista non uccisa dai Talebani”

Pallavolista uccisa in Afghanistan. Mahjubin Hakimi non sarebbe stata uccisa dai talebani come riferito da alcuni media internazionali: lo riferisce all’agenzia Dire Matiullah Shirzad, direttore di Aamaj News, una testata con corrispondenti nelle 34 province dell’Afghanistan. (Continua a leggere dopo la foto)

Pallavolista uccisa in Afghanistan

Pallavolista uccisa in Afghanistan: omicidio avvenuto prima della presa del potere da parte dei Talebani

Secondo il cronista, familiari della ragazza hanno confermato che Hakimi, giocatrice della nazionale giovanile di pallavolo, è morta in circostanze da chiarire prima dell’ingresso dei talebani a Kabul e della loro presa del potere, avvenuta il 15 agosto. Stando a questa ricostruzione, “sicuramente” la giovane non è stata uccisa dai miliziani. A confermarlo un documento che stabilisce che il decesso della giovane è avvenuto il 22 del mese di Mordad dell’anno 1400 nel calendario persiano, equivalente al 13 agosto 2021.

Shirzad definisce “senza fondamento” la notizia che Hakimi sia stata uccisa dai talebani a causa del suo rifiuto di indossare il velo quando praticava la pallavolo e per la sua appartenenza alla minoranza degli Hazara. A smentire la versione circolata su alcuni media, anche Miraqa Popal, ex editore capo dell’emittente nazionale Tolo News, ora rifugiato in Albania.

Il cronista ha rilanciato un post sull’assassinio della giovane, scrivendo che “non è vero” e che la sportiva “si era suicidata dieci giorni prima della presa del potere talebana”, quando Popal era “ancora responsabile delle notizie per Tolo”. Secondo Shirzad, però, è per ora impossibile confermare che la giovane si sia suicidata perchè la famiglia non lo ha comunicato. Scelte del genere, ha sottolineato il giornalista, sono frequenti nella società afghana, dove il suicidio è spesso tabù.

Fonte originaria della versione dell’assassinio sarebbero le dichiarazioni che uno degli allenatori di Hakimi ha fatto con lo pseudonimo di Suraya Afzali, in un’intervista con il servizio in lingua farsi del quotidiano britannico The Indipendent. Stando alla ricostruzione del coach, Hakimi sarebbe stata uccisa a inizio ottobre ma la famiglia non lo avrebbe reso noto prima a causa delle minacce dei talebani. I cronisti di Aamaj News confermano che l’articolo in farsi, anche su segnalazione della famiglia, è stato rimosso. (Dire)

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