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Alberto Angela, rinviato lo speciale “Caravaggio”: questioni economiche?

Avrebbe dovuto tenere compagnia al pubblico di RaiUno nella serata di domani, mercoledì 9 dicembre 2020, ma lo speciale su Caravaggio condotto da Alberto Angela ha visto slittare la propria messa in onda. Non un nuovo appuntamento, al momento, per l’approfondimento sulla vita del pittore milanese a cura del divulgatore scientifico. Rinviato a data da destinarsi, lo speciale Stanotte con Caravaggio sarà sostituito da una replica che vedrà comunque il conduttore quale protagonista.

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alberto angela caravaggio

Alberto Angela “Caravaggio”, rimandato lo speciale sul pittore: ragioni economiche dietro la decisione?

Legandosi all’attualità e alla recente scoperta dell’olio d’oliva più antico del mondo, ad opera dello stesso Angela, l’azienda pubblica ha deciso di sostituire lo speciale con la replica di Stanotte a Pompei. Una scelta dettata sì dagli esiti del ritrovamento ma anche da questioni economiche. Stando a quanto riferito da Fanpage.it, infatti, “il mese di dicembre è fuori il cosiddetto periodo di garanzia, quello durante il quale, per intenderci, la Rai garantisce agli inserzionisti pubblicitari determinati standard in fatto di ascolti ed è tenuta a rimborsare i suddetti qualora non raggiunga i numeri garantiti”. Insomma, mamma Rai avrebbe giocato di strategia, risparmiando un prodotto sicuro in tema di ascolti per momenti di maggiore necessità.

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Il ritrovamento casuale dell’olio più antico del mondo

Quanto, invece, alla scoperta della bottiglia avvenuta per caso nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, era stato proprio Angela a dare atto – nelle scorse settimane – di quanto accaduto: “Non sapevo – aveva scritto in un lungo post Facebook – cosa fosse quel materiale dentro la bottiglia (poi risultato essere l’esemplare di olio d’oliva più antico al mondo, ndr). Essendo la sua superficie un po’ in pendenza, avevo pensato che, in origine, si trattasse di una sostanza liquida e che la bottiglia, nella violenza dell’eruzione, fosse stata sepolta semi adagiata, rimanendo in quella posizione per secoli e portando quindi il liquido a solidificarsi ‘inclinato’”.

“Avevo fatto subito contattare il direttore del museo Giulierini, – aveva proseguito il conduttore – che si era mostrato, come me, entusiasta del ritrovamento. Non è insolito, infatti, fare nuove scoperte nei depositi dei grandi musei. Ma questa era apparsa subito molto promettente. Sebbene la forma della bottiglia facesse pensare a dell’olio o a del vino, non potendo essere certi sulla natura del contenuto, non ci eravamo sbilanciati. Solo attraverso accurate analisi scientifiche di laboratorio sarebbe stato possibile trovare la risposta”. >> Alberto Angela e l’olio d’oliva più antico del mondo sepolto a Pompei: «L’ho trovato così…»

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