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Alberto Angela e il sequestro in Niger: «Quindici ore da incubo, è stato tremendo»

È capitato davvero di tutto all’Indiana Jones della tv italiana. Alberto Angela, che questa sera, mercoledì 21 aprile 2021, torna su Raiuno, con Ulisse: il piacere della scoperta – Le sette meraviglie della Roma imperialeha rischiato la vita. Il noto divulgatore scientifico, molto apprezzato sul web, ha dichiarato in un’intervista di qualche tempo fa di aver vissuto una disavventura mentre stava lavorando assieme ad una troupe televisiva in Niger.

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Alberto Angela

Alberto Angela rapito in Niger: «Quindici ore da incubo, è stato tremendo»

Un’esperienza drammatica capitata a febbraio del 2002. Alberto Angela è stato picchiato e rapinato mentre era con sei operatori da tre banditi armati. Per fortuna nessuna ferita grave, ma la vicenda ha lasciato un segno indelebile nella vita del conduttore: «Ti porta a fare un bilancio e a riflettere sul valore della vita, e ad amarla poi di più», aveva detto all’epoca Angela appena sbarcato all’aeroporto di Fiumicino. E ancora: «Quindici ore da Arancia meccanica, da condannati a morte. Siamo stati picchiati, minacciati, derubati di tutto: attrezzature, soldi, fedi nuziali, orologi, cellulari, bagagli. Sempre sul filo di una tortura psicologica. Non abbiamo sconfinato, eravamo su un percorso ben noto, che ci era stato assicurato tranquillo, frequentato fino al giorno prima da turisti, tra Algeria e Niger; appena in territorio nigerino, dopo una cinquantina di chilometri in pieno deserto, si è materializzato un veicolo velocissimo da cui sono scesi tre individui, con turbante e occhiali da sole, kalashnikov e pistole alla mano, intimandoci di arrestarci», aveva confidato il conduttore.

Alberto Angela

«Sono stato sequestrato e picchiato da criminali nel Niger. Ho temuto davvero di non rivedere più mia moglie. Poi per fortuna mi hanno liberato»

In una recente intervista al settimanale “Di Più” Alberto Angela è tornato sull’episodio doloroso, aggiungendo: «Sono stato sequestrato e picchiato da criminali nel Niger. Ho temuto davvero di non rivedere più mia moglie. Poi per fortuna mi hanno liberato. Oggi sono qui a raccontare quello che mi è successo e, nonostante la grande paura, non ho smesso di svolgere con grande passione il mio lavoro». I rapitori volevano sapere se fossero delle spie o se avessero della droga. «Giocavano a terrorizzarci», ha spiegato il divulgatore scientifico. Per ore lui e la troupe hanno cercato di farsi coraggio e ne sono usciti vivi. Il mattino seguente Alberto Angela e gli altri italiani sono stati liberati e hanno fatto ritorno a casa. Leggi anche l’articolo —> Chi è Margherita Pastore, la moglie di Piero Angela: stanno insieme da 65 anni

 

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