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Cosa sta succedendo nell’ambasciata somala a Roma: colpo di stato del nuovo diplomatico

All’ambasciata somala di Roma è scoppiata una vera e propria guerra tra diplomatici. Il passaggio di consegne si può dire essere finito nel peggiore dei modi: il nuovo rappresentante, infatti, da ormai 20 giorni ha letteralmente occupato l’edificio di via dei Gracchi, e ha sfrattato l’ex inquilino nonostante non avesse ancora concluso il suo mandato.

Ambasciata somala a Roma, cosa sta succedendo

Dopo alcuni battibecchi, il nuovo ambasciatore Ahmed Adbirahman Nur ha deciso di occupare l’edificio e così accompagnato da un fabbro e un falegname ha sfondato la porta, cambiato le serrature, cacciato il suo predecessore Mohamed Abdirahman Sheik Issa di fatto ancora in carica e si è barricato dentro nel villino dei primi del Novecento. Il tutto è iniziato lo scorso 7 aprile, in piena notte: ancora non ricopriva il ruolo di ambasciatore, ma era un “incaricato d’affari”. La sua posizione però non l’ha frenato dall’effettuare un vero e proprio colpo di mano e così si è impadronito della struttura.

Quando la mattina Mohamed Abdirahman Sheik Issa ha cercato di entrare nell’ambasciata, ha scoperto che per lui lì non c’era più posto, perché la sua attuale casa era stata occupata dal parente del presidente somalo Mohamed Abdullahi Farmajo. Niente passaggio di consegne, nessun protocollo diplomatico. E così Sheik Issa ha deciso di denunciare al commissariato di Prati l’accaduto, invocando la “protezione diplomatica. È in pericolo la mia incolumità personale quale ambasciatore in carica”. Anche perché in questo modo è “fisicamente impedito l’esercizio delle funzioni tuttora in corso. La rappresentanza diplomatica si trova in stato di sequestro”.

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Ambasciata somala a Roma, aperta un’indagine

Accuse molto pesanti che hanno dato il via a un caso diplomatico, e ora la procura indaga per invasione arbitraria di edifici a carico di ignoti. Non si escluse, quindi, che a breve scatteranno le prime iscrizioni, anche se le forze dell’ordine proseguono con i piedi di piombo per evitare qualsiasi conflitto diplomatico.

Bisogna capire, infatti, anche se il blitz è stato autorizzato direttamente da Mogadiscio, da Mohamed Abdullahi Farmajo, o se ogni decisione è stata presa autonomamente dal nuovo inquilino. In ogni caso, come confermato dall’avvocato Alì Abukar Hayo, che difende lo sfrattato, “stanno lavorando sul caso. Attualmente è in corso un’indagine da parte della procura. Perciò allo stato non posso rilasciare alcun commento per rispetto dell’attività che stanno svolgendo inquirenti e investigatori”. Intanto Adbirahman Nur rimane barricato nell’ambasciata somala. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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