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Lavoratori pubblici in presenza dal 15 ottobre, Draghi firma dpcm: tutte le novità

Dal 15 ottobre tutti i dipendenti delle Pubblica Amministrazione dovranno tornare in ufficio. La decisione, annunciata nelle scorse settimane dal ministro Renato Brunetta, ora ufficiale: il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato il dpcm, che dispone il ritorno alla scrivania a partire dal giorno in cui sarà obbligatorio il Green Pass per tutti i lavoratori. «Si partirà dagli addetti agli sportelli e dagli uffici. Entro una, massimo due settimane, a rotazione anche gli altri. Ma dal 15 ottobre la regola per tutti sarà la presenza», ha detto al «Messaggero» Brunetta.

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Amministrazione Pubblica lavoro agile fino a quando: tutte le novità del Dpcm firmato da Draghi

Dal 15 ottobre i dipendenti pubblici dovranno tornare in presenza. Non è più un’ipotesi: il premier Draghi ha firmato nella giornata di ieri un apposito decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. Nel testo si precisa che “la modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza”. Inoltre “le pubbliche amministrazioni assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19”, si legge sempre nel dpcm. Non mancano criticità, lo stesso Brunetta ne è consapevole: «L’unico punto sensibile è la sostenibilità dei trasporti. Stiamo facendo un’analisi di impatto. Ci saranno delle fasce orarie più elastiche per ingressi e uscite», ha detto il ministro della Pa.

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Lavoratori pubblici in presenza dal 15 ottobre

Il lavoro agile, come aveva anticipato Brunetta al festival de «Il Foglio», dovrebbe essere limitato solo a «processi e attività di lavoro previamente individuati dalle amministrazioni, per i quali sussistano i necessari requisiti organizzativi e tecnologici per operare con tale modalità». Stando ad un documento condiviso il 15 settembre scorso dall’Aran ai sindacati, l’accordo sullo smart working sarà individuale. Sarà necessario per la tutela dei lavoratori e datori concordare in anticipo la durata, le ore effettive e il luogo. Si parlava di tre fasce: operatività, contattabilità e inoperabilità; e durante quest’ultima il lavoratore dovrebbe godere del diritto alla disconnessione completa.

Secondo quanto scrive «Il Corriere della sera» lo smart working dovrebbe essere facilitato per chi si trova in determinate condizioni, come i genitori con figli minori di 3 anni o disabili, o lavoratori con disabilità. A tal proposito a «Il Messaggero» Brunetta ha detto: «Avrà quattro condizioni, che a breve dettaglieremo in un decreto ministeriale e in apposite linee guida: la regolazione nel contratto, alla quale sta lavorando l’Aran con i sindacati, un’organizzazione del lavoro per obiettivi e monitoraggio dei risultati, una piattaforma tecnologica dedicata e sicura e la verifica della customer satisfaction. Lo smart working sperimentato sinora nella Pa è stato utile nell’emergenza, ma non è stato un vero lavoro agile». Lo stesso ministro ha poi sottolineato: «Lo smart working si può fare solo se migliora i servizi e l’efficienza dell’amministrazione».

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Critiche alla decisione prese dal presidente del Consiglio

La decisione del governo Draghi ha scontentato più di qualcuno: «Quando ci sono decreti e norme non si può fare altro che adempiere. Avremmo voluto che questa cosa fosse messa più a sistema e in un momento di confronto con le organizzazioni sindacali. Per capire se l’utilizzo (…) avesse invece prodotto dei risultati che potessero consentire di dire se effettivamente in alcune situazioni una percentuale fissata poteva migliorare la qualità del servizio erogato», le parole a «LaPresse» il segretario Uilpa Sandro Colombi. Contrario al provvedimento anche i pentastellati: «Come M5s continuiamo a essere scettici sui reali benefici che questa decisone potrà avere per il futuro della nostra PA. Per noi questo metodo non va semplicemente ridotto, continuando a guardare al passato, ma regolamentato e migliorato. Soprattutto nei settori che non necessitano di una presenza fissa in ufficio», hanno riferito dei parlamentari a «Il Tempo». Leggi anche l’articolo —> Brunetta e le novità nella Pa: «Grazie a Draghi l’Italia sta vivendo un boom economico»

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