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Andrea Vianello malattia: «Non sapevo neppure più dire il nome dei miei figli»

Un anno difficile il 2019 per Andrea Vianello, giornalista, conduttore radiofonico e tv, che è stato colpito da un ictus. «Sono stato operato d’urgenza perché il sangue non affluiva più al cervello», ha raccontato il 59enne recentemente ad “Ok Salute e Benessere”. «Oggi posso raccontare la mia disavventura. Ma la ripresa è stata lunga e difficile», ha dichiarato Vianello, che al suo grave problema di salute ha dedicato pure un libro dal titolo ‘Ogni parola che sapevo’.

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Andrea Vianello

Andrea Vianello malattia: «Non sapevo neppure più dire il nome dei miei figli»

«Non sapevo nemmeno più dire il nome dei miei figli. Dopo l’ictus che mi ha sorpreso il 2 febbraio 2019 era diventata un’impresa per me articolare anche il più semplice vocabolo. Proprio io che sono un giornalista televisivo e che con le parole ci lavoro da una vita! È iniziato tutto un sabato mattina», ha esordito Andrea Vianello, che ha raccontato: «Mi ero svegliato tardi ed ero tornato a letto a fare la colazione. Ma, quando ho provato ad afferrare la tazza, mi sono reso conto che non avevo il controllo della metà destra del corpo. Mia moglie è accorsa sentendomi pronunciare frasi incomprensibili, e ha capito subito la gravità della situazione». Per fortuna la moglie ha chiamato immediatamente il 118: il giornalista così è arrivato in ospedale con l’ambulanza a sirene spiegate. «In urgenza, ho dovuto subire un delicato intervento chirurgico per dissezione della carotide, ossia una lacerazione di una delle arterie più importanti perché trasporta il sangue che irrora il sistema nervoso centrale e il cervello. Era questo il motivo dell’ischemia cerebrale che ha provocato il mio ictus. Durante l’operazione, i medici hanno dovuto inserirmi due stent, cioè due protesi metalliche, per cercare di mettere a posto la parete della carotide che si era rotta e per ripristinare l’afflusso di sangue al cervello», ha spiegato Vianello.

Andrea Vianello

«L’ictus si può prevenire, curare, gestire. Purtroppo, a volte bisogna anche imparare a convivere con le sue conseguenze…»

«Vorrei anche che la mia vicenda facesse capire che l’ictus e le emorragie cerebrali non devono essere rimosse, evitando di parlarne per orrore o paura. In Italia rappresentano la terza causa di morte e la prima causa di invalidità permanente. L’ictus si può prevenire, curare, gestire. Purtroppo, a volte bisogna anche imparare a convivere con le sue conseguenze. Sebbene mi ritenga fortunato rispetto ai danni che avrei potuto riportare, tuttora mi sottopongo a sedute dal logopedista e a controlli periodici con angioTac e angiografia. In più continuo ad assumere dei farmaci, in particolare un anticoagulante per fluidificare il sangue», ha raccontato Andrea Vianello. L’ictus suo, come dicevamo, ha colpito l’area del linguaggio: «Per fortuna, nel mio caso l’intervento chirurgico è andato bene. Ma i danni dell’ictus si sono ripresentati una volta sveglio. Non riuscivo più a parlare in modo comprensibile, mi sentivo pieno di parole che ristagnavano nella testa e non ce la facevano a venire fuori articolate in vocaboli». Importanti per il recupero del conduttore le sedute dal logopedista. Leggi anche l’articolo —> Maria De Filippi ricorda il primo incontro con suo figlio adottivo: «Pensavo: e se gli faccio schifo?»

 

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