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Anticorpi monoclonali cosa sono e a cosa servono: la differenza col vaccino Covid

Su “Il Corriere della sera” un articolo sullo sviluppo degli anticorpi monoclonali che porta la firma di Margherita De Bac, giornalista che dopo anni di cronaca da diverso tempo si occupa di sanità, bioetica e scienza. Il suo pezzo fa chiarezza su questa particolare cura: in cosa consiste? «Gli anticorpi monoclonali sono molecole biologiche create in laboratorio, simili a quelle prodotte quando siamo infettati o vaccinati. E quindi in grado di riconoscere il virus, neutralizzarlo o bloccarne l’ingresso nelle nostre cellule e la diffusione», ha spiegato Giuseppe Novelli, genetista del policlinico di Tar Vergata di Roma.

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anticorpi monoclonali

Anticorpi monoclonali cosa sono e a cosa servono: la differenza col vaccino Covid

«Le cellule monoclonali possono avere una funzione terapeutica, come farmaco, se utilizzate all’inizio dell’infezione in modo tale da limitarne la gravità. Oppure una funzione protettiva temporanea, della durata di qualche mese. Forse da due a sei», ha puntualizzato Novelli. Che differenza c’è col vaccino? Lo scopo preventivo è lo stesso, ma con il vaccino la protezione dura di più. Nel caso dei monoclonali infatti l’immunità è immediata e temporanea: il loro ruolo potrebbe essere decisivo nell’ambito di comunità esposte al contagio, tipo le Rsa. Tra i più importanti anticorpi monoclonali al momento oggetto di studio quello che è stato somministrato dall’ex presidente Usa Donald Trump, guarito in breve tempo.

anticorpi monoclonali

Al momento però non ci sono monoclonali approvati dall’Ue: le voci smentite dall’Aifa

Altri farmaci in arrivo? L’anticorpo Bemlanivimab, che come spiega Margherita De Bac su “Il Corriere della sera”, è stato realizzato dall’azienda biotech canadese Ab Cellera, in collaborazione col gruppo Eli Llly. Esso ha ottenuto dalla Fda l’autorizzazione per l’uso in emergenza. Al momento però non ci sono monoclonali approvati dall’Ue. L’Aifa ha smentito anche le voci secondo cui il Bemlanivimab sarebbe stato dato gratuitamente all’Italia. Sappiamo però che un monoclonale è frutto della collaborazione tra la Fondazione Toscana Life Sciences e lo Spallanzani: questo sarà testato all’inizio del 2021, come annunciato dal coordinatore della ricerca, Rino Rappuoli. Leggi anche l’articolo —> Pfizer, allarme degli scienziati sul vaccino Covid: “Più reazioni allergiche del previsto”

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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