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Audre Lorde, la poetessa paladina dei diritti delle donne celebrata dal doodle di Google

Poetessa e attivista americana, Audre Lorde viene celebrata oggi, 18 febbraio 2021, nell’anniversario della nascita avvenuta nel 1934. È Google a ricordarla, omaggiandola con un coloratissimo doodle. Nata a New York, Audre – sempre in prima linea per i diritti civili – è divenuta un simbolo per le donne e per il popolo nero. Figura chiave dei movimenti culturali Black e LGBTQ + del XX secolo, la Lorde ha fornito con le sue poesie un contributo essenziale nella lotta quotidiana contro le discriminazioni e le ingiustizie razziali.

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Audre Lorde chi è

Audre Lorde, chi è la poetessa celebrata dal doodle di Google

“Nera, lesbica, madre, guerriera, poetessa”, così amava definirsi la Lorde mentre spendeva la propria vita e il proprio talento in una lotta in favore di una società che mettesse da parte sessismo, razzismo, classismo e, non di meno, capitalismo. Diritti civili, femminismo, esplorazione dell’identità femminile delle donne nere i temi principali delle sue poesie. ‘Figlia’ della Grande Depressione, Audre – di origine Caraibica – fu una bambina molto introversa. Imparò a leggere e a scrivere grazie ad una biblioteca nei pressi della sua abitazione, rimanendo particolarmente colpita dalla poesia che coltivò sin dall’infanzia. Prima studentessa nera alla Hunter High School, la Lorde si laureò – nel 1959 – allo Hunter College e conseguì due anni dopo un master in Amministrazione Libraria alla Columbia University.

Audre Lorde chi è

L’amore per la poesia e l’ultima battaglia

Bibliotecaria e insegnante, Audre non tralasciò mai la sua poesia, divenendo negli anni un punto di riferimento contro l’omofobia e il razzismo. La sua prima raccolta di versi, The First Cities, è datata 1968. Tra le battaglie combattute, Audre dovette affrontare quella del tutto personale contro la malattia. Era il 1978 quando gli fu diagnosticato un cancro al seno. Anche quest’esperienza si tramutò in un’opera: una collezione di saggi – Buest of Light (1989) – premiata con l’American Book Awards. Con l’avanzamento della malattia, la Lorde decise però di non sottoporsi più a trattamenti chirurgici. Trascorse i suoi ultimi mesi di vita nelle Isole Vergini dove morì il 17 novembre 1992. >> James Naismith, Google celebra l’inventore del basket: la vera storia

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Written by Francesca Romano

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