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Azzurri perché si chiamano così? In uso da prima del tricolore

Azzurri perché si chiamano così? Siamo così abituati a vedere i nostri calciatori e atleti con quel colore che esprime tanta serenità dal dimenticare di chiederci da cosa esso derivi. La bandiera dell’Italia, infatti, è un tricolore verde, bianco e rosso. Cosa c’entra l’azzurro? L’uso di tale tonalità è legata ad uno dei simboli della famiglia reale Savoia. L’origine precede anche quella dell’Italia unita. L’azzurro delle maglie della Nazionale è stato scelto nel lontano 1911: questo significa che da 110 anni rappresenta gli atleti del nostro Paese.

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Azzurri perché si chiamano così? In uso da prima del tricolore

I colori della bandiera italiana sono il verde, il bianco e il rosso. Eppure, gli atleti che la rappresentano indossano il colore azzurro. Ma perché? Per quale motivo gli Azzurri si chiamano così? Bisogna fare un passo indietro nel tempo. Tanto per cominciare, la maglia azzurra, che oggi accomuna quasi tutte le compagni sportive rappresentanti l’Italia nel mondo, è stata adottata per la prima volta dalla Nazionale di calcio. Non all’esordio, però, al suo primo match, quello vinto 6-2 contro la Francia il 15 maggio 1910, l’Italia aveva scelto di indossare una maglia bianca con i polsini che richiamavano il tricolore. Il debutto in azzurro risale al 6 gennaio 1911, nella sfida contro l’Ungheria. La divisa bianca non è stata accantonata del tutto: è diventata seconda. Nel tempo sono state fatte varie ipotesi sulla scelta di adottare l’azzurro. Alcune anche molto fantasiose: per alcuni l’addio al bianco deriva dal colore della divisa della nazionale francese; per altri era un chiaro riferimento al mare, che fa da guardia al nostro Belpaese. In realtà la ragione è di carattere storico.

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Oltre che in ambito sportivo è rimasto nello stendardo del Presidente della Repubblica

Secondo quanto riportato da “Il Post”, che riferisce le ricostruzioni storiche più condivise, il primo uso dell’azzurro da parte dei Savoia risale al 1366 per volontà di Amedeo VI di Savoia, che su una nave in partenza per le Crociate decise di affiancare al simbolo rosso e bianco dei Savoia anche un drappo azzurro. Un omaggio all’iconografia della Madonna. Dal 1500 diventò addirittura obbligatoria la sciarpa azzurra che ancora oggi viene usata dagli ufficiali dell’esercito italiano. È stato anche usato nelle prime bandiere tricolori e infine nella bandiera del Regno d’Italia. L’uso si è poi consolidato nel tempo: la partita Italia-Ungheria, cui facevamo riferimento in alto, ne è un chiaro esempio. Oltre che in ambito sportivo l’azzurro è rimasto anche nello stendardo del Presidente della Repubblica. Un colore che appartiene a tutti noi l’azzurro: «Rappresenta emozione e condivisione. È il colore di una maglia che celebra tutti i giorni, in ogni partita della Nazionale da 110 anni, una delle storie italiane più belle e appassionanti. È il sogno di amicizia che supera i confini di un campo di calcio per unire un Paese intero», ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina. Altrettanto belle le parole che l’allenatore Roberto Mancini ha dedicato alla maglia della Nazionale: «Indossare la maglia azzurra è il sogno di ogni bambino che inizia a giocare a calcio. L’azzurro accomuna calciatori e tifosi, è un colore simbolo di unità e coesione capace di avvicinare generazioni lontane, che ci fa sentire parte integrante di un’unica squadra». Leggi anche l’articolo —-> Bandiera italiana quando si espone? Cosa prevede il protocollo di Stato

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