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Bergamo, Paolo Fresu ricorda le vittime del Covid con la sua tromba: «È una musica silenziosa, una voce dell’anima»

La data di oggi, 18 marzo 2021, è stata scelta per celebrare la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid. Si tratta di un giorno simbolico. Basta tornare in dietro di un solo anno per ricordare il lungo corteo di camion dell’esercito che avanzava avvolto nel silenzio per le vie di Bergamo portando via centinaia di bare. Uomini e donne strappati all’affetto dei loro cari senza poter ricevere neanche l’ultimo saluto. Un dolore impresso nel cuore dei loro famigliari, che farà fatica ad affievolirsi. È proprio da questa città, fortemente colpita durante la prima ondata del virus, che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha deciso di ricordare le vittime. Durante la cerimonia il suono della tromba di Paolo Fresu ha reso indelebile nella mente degli italiani questo momento.

Bergamo Paolo Fresu tromba

Bergamo, Paolo Fresu suona la sua tromba per ricordare le  vittime del Covid

Paolo Fresu è stato invitato ad accompagnare con il suono della sua tromba l’inaugurazione di oggi, 18 marzo 2021, del “Bosco della memoria”, in ricordo di tutte le vittime del Covid-19. Un momento di alta commozione che ha impresso nella mente di tutti gli italiani questa nuova giornata della memoria. Durante una lunga intervista a La Repubblica, Paolo Fresu ha spiegato così il suo legame con la città di Bergamo: «È tra le prime città che ho frequentato all’inizio della mia carriera, il sassofonista del mio quintetto, Tino Tracanna, è bergamasco e poi sono stato direttore artistico di Bergamo Jazz Festival dal 2009 al 2011. Amo la città, dove ho legami profondi, e ho già partecipato a numerose iniziative con le istituzioni del posto». 

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Un suono “silenzioso” per un momento decisamente toccante

Oggi si è svolta a Bergamo la prima Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid. Per ognuno di loro sarà piantato un albero. Un gesto simbolico per non dimenticare. Ad accompagnare questo momento toccante c’è stato il suono della tromba di Paolo Fresu, il quale, durante una lunga intervista a La Repubblica, ha descritto così la sua esibizione: «Quando si pensa alla tromba si pensa a uno strumento caciarone, ma io penso alla mia tromba come a una voce femminile, una voce dell’anima. È una musica silenziosa perché non ha parole, che in un momento come questo non sono necessarie: il suono può essere più universale, mi piace pensarlo come la rappresentazione più profonda di noi stessi. Vorrei rappresentare appunto il suono dell’anima in un luogo che sarà già denso di significato. Però spero che la musica sia quel suono silenzioso capace di portare serenità anche in un momento in cui si devono ricordare eventi tragici». >> Altre News

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