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Berlusconi al Quirinale, retroscena caldo di Minzolini: “Ecco perché conviene anche a Draghi”

Silvio Berlusconi presidente della Repubblica? Dopo l’assoluzione del tribunale di Siena per l’accusa di corruzione in atti giudiziari nel processo Ruby Ter, arrivata sia per il leader di Forza Italia che per il pianista Danilo Mariani perché “il fatto non sussiste”, prende sempre più corpo l’ipotesi che il Cavaliere diventi il nuovo inquilino del Quirinale. “Piaccia o non piaccia, entra di diritto nella rosa dei papabili”, come scrive Augusto Minzolini su «Il Giornale», spiegando la centralità del Cavaliere oggi. 

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berlusconi presidente Repubblica

Berlusconi presidente della Repubblica, il retroscena di Minzolini: “Perché conviene anche a Draghi”

Chi preme (e freme) perché il sogno dell’ex premier si realizzi sono i suoi sostenitori di partito: «La legittimazione alla presidenza della Repubblica sarebbe un minimo risarcimento rispetto a quello che ha subito e io voterò convintamente, se ci sarà la possibilità, per la presidenza della Repubblica Silvio Berlusconi», le parole di Giorgio Mulè di Forza Italia. Ci riuscirà il Cavaliere? Come diceva Mandela “a volte un vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato”. Chissà che non sia questo il caso. Intanto sono ancora in piedi i processi di Milano e Roma per i presunti pagamenti alle ragazze che partecipavano alle cene e a Mariano Apicella. Un “dettaglio” questo di cui Berlusconi non può non tenere conto.

Ruby Ter siena

“Era diventato il bersaglio da abbattere”

Dalla parte del Cavaliere, non solo però esponenti di Forza Italia, ma anche Minzolini. Nelle battute iniziali del suo editoriale il giornalista scrive: “Quel processo non avrebbe dovuto cominciare, ma l’assoluzione di Silvio Berlusconi in quello spezzone del Ruby Ter finito a Siena, da una parte dimostra che un minimo di Giustizia c’è pure in Italia, dall’altra è l’ennesima prova che il Cavaliere è oggetto da quasi trent’anni, cioè dal suo ingresso in politica, di una persecuzione delle procure”. Poi aggiunge: “Il personaggio è stato individuato come il pilastro della Seconda Repubblica, di un bipolarismo di fatto basato sul suo nome, e per la magistratura più interventista. Quella che ha sempre puntato a ridurre gli spazi della politica, è diventato il bersaglio da abbattere”.

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“Il Cavaliere federatore del centrodestra”, l’elogio pubblico di Letta dopo il voto delle amministrative

Ed effettivamente lo stesso leader del Pd, Enrico Letta, dopo la vittoria delle amministrative, sottolineando la fiducia che gli elettori hanno conferito ai moderati, ha ricordato con entusiasmo i tempi in cui Berlusconi svolgeva il ruolo di federatore del centrodestra. Siamo ben lontani dunque dai sovranisti, Salvini e Meloni, “messi fuori” dal cosiddetto effetto Draghi. E proprio adesso che la partita si fa più difficile si cerca di ricompattare l’asse Lega, Fratelli di Italia e Forza Italia, come dimostra l’incontro tenuto a Villa Grande, la residenza romana del Cavaliere, su cui tanto è stato scritto. In una nota relativa al summit si legge: “Il centrodestra intende muoversi compatto e per tempo per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici. Con particolare attenzione all’elezione del prossimo presidente della Repubblica». 

berlusconi presidente Repubblica

Berlusconi presidente della Repubblica “portato sugli allori”

Che ci si trovi tutti d’accordo su Berlusconi? Sarebbe “un risarcimento più che dovuto”, a detta di Minzolini. “A ben guardare converrebbe a tutti, se si ragionasse senza guardare agli schieramenti. In fondo pure a Mario Draghi: la scelta di lasciare oggi Palazzo Chigi, quando il Paese è ancora in mezzo al guado, potrebbe essere considerata una diserzione; senza contare che con il Parlamento che non ha nessuna voglia di andare a votare la sua elezione a scrutinio segreto si trasformerebbe in un terno al lotto. Invece, la prossima volta l’attuale premier andrebbe al Quirinale portato sugli allori”, spiega il giornalista. Sulla possibile candidatura di Draghi come presidente della Repubblica si è espresso ieri anche il leader della Lega Matteo Salvini: “Se Draghi va al Quirinale non ci saranno elezioni anticipate, non perché lo diciamo noi, ma perché non ci saranno parlamentari che si auto manderanno a casa. Se Draghi riterrà di presentarsi al Quirinale ce lo comunicherà e valuteremo. Votarlo? Valuteremo. Però se si presenta candidato di centrodestra, unitariamente lo sosterremo. A gennaio decideremo chi sostenere come Presidente della Repubblica tra i candidati». Dichiarazioni sul tema alquanto vaghe; vedremo nelle prossime settimane. Leggi anche l’articolo —> Salvini in guerra con la Meloni? La verità sull’audio rubato. Brunetta tombale sui sovranisti

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