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Quirinale, Berlusconi gioca duro: la “carta vincente” per sbarazzarsi di Mario Draghi

Berlusconi Quirinale retroscena – “Nel prepararsi per una battaglia ho sempre scoperto che i progetti sono inutili, ma la pianificazione è indispensabile”, diceva Dwight D. Eisenhower, 34° presidente degli Stati Uniti d’America. Una massima che Silvio Berlusconi deve avere stampata nella mente. In queste ore frenetiche, il Cavaliere, che sogna di succedere al capo dello Stato Sergio Mattarella, si starebbe dividendo tra lunghe telefonate e visite di cortesia. Tutto per riempire il «borsino di Arcore», come l’ha chiamato Paola Di Caro sul «Corriere della Sera». Consapevole che al momento l’unico vero rivale da abbattere è Mario Draghi, il leader azzurro, sa di dover “rassicurare” i Peones, che seppur diversi, hanno come comun denominatore il desiderio di rivalsa. Vale a dire la certezza di essere decisivi in questa fase.

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Quirinale, Berlusconi gioca duro: la “carta vincente” per sbarazzarsi di Mario Draghi

Che Berlusconi ci creda, è chiaro. Il leader di Forza Italia aspetta il vertice del centrodestra, che è certo che si farà. Tuttavia, non c’è ancora una data fissata se non un evasivo «dopo la Befana», che può voler significare fine di questa settimana come di quella successiva, quando si svolgerà la direzione del Pd. “Meglio sciogliere subito la riserva o aspettare le mosse altrui e non scoprirsi, come gli consigliano i suoi? Perché dubbi sulla corsa il Cavaliere non ne ha, ma bisogna avere certezze sui numeri”, scrive Paola Di Caro sul «Corriere della Sera». La giornalista nel suo articolo ha ricostruito per filo e per segno qual è l’attuale situazione: “Quelli necessari per essere eletto al Quirinale alla quarta votazione, con la maggioranza assoluta di 505 voti su 1.009 aventi diritto. Per questo, raccontano, da Arcore è impegnatissimo in decine di telefonate. Ai suoi capigruppo, che tengono i conti, a tutto lo stato maggiore di FI per la scelta dei delegati regionali, agli alleati, a singoli parlamentari che si presentano «spontaneamente», giurano, per offrire i propri voti”. Ad oggi sembra che Berlusconi ne abbia raccattati un centinaio in più. “Praticamente quasi tutto il magmatico pezzo di Parlamento fatto di centristi organici al centrodestra, microsigle o deputati e senatori che non rispondono più a nessun gruppo, che ancora non comprenderebbero l’eventuale appoggio ufficiale del gruppo di Renzi, Italia viva. Con il quale l’obiettivo di Berlusconi diventerebbe davvero concreto”, sottolinea Paola Di Caro. Il piano del Cavaliere però è ancora più sottile.

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Riuscirà il Cavaliere a convincere i Peones?

La carta vincente, come si legge sempre sul «Corriere della Sera», per Berlusconi è una sola: conscio che il solo nemico da temere per corsa al Colle è Mario Draghi, il Cavaliere sa di dover convincere i dubbiosi che non si andrà alle urne prima della scadenza naturale del 2023. Per questa ragione l’ex premier starebbe dicendo che qualora l’ex numero uno della Bce andasse al Colle, FI «uscirebbe subito dal governo». Una minaccia? Beh, una delle tanti armi da usare. A far capire che il Cavaliere sia la prima scelta del centrodestra anche un’indiscrezione che arriva sempre dal «Corriere». Un’altra possibile alternativa del centrodestra, la presidente del Senato Casellati, avrebbe detto ad una cena di essere indisponibile a manovre: «Il nostro candidato è Berlusconi». Leggi anche l’articolo —> Quirinale, ora che Mattarella è fuori dai giochi la “carta” Draghi fa tremare il Pd: Salvini potrebbe defilarsi | Retroscena

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