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Cadavere scoperto nella grotta dell’Etna, al suo fianco una pagina di necrologi

Il giallo del cadavere trovato nella grotta dell’Etna si infittisce sempre di più. Non si tratta solamente di un uomo senza nome. Al suo fianco, infatti, è stato rinvenuto anche un foglio del giornale “la Sicilia” del 15 dicembre 1978. Più precisamente, la pagina dei necrologi. E dodici nomi segnati.

cadavere grotta Etna

Etna, le ultime notizie sul cadavere ritrovato nella grotta

Potrebbero esserci dei collegamenti tra quei nomi e il cadavere trovato nella caverna dell’Etna? Ancora non si sa. E’ proprio su questo, però, che oggi la Guardia di Finanza sta lavorando. Le incognite ancora tante: cosa ci faceva un uomo così ben vestito, con tanto di elegante mantellina di nylon verde, cravatta e orologio Omega fermo alle 10:55 nella grotta? E perché aveva la pagina dei necrologi del giornale? In quella precisa giornata, il rettore e il consiglio di amministrazione del’Università di Catania partecipavano al “profondo cordoglio del professore Antonio Arcoria”. Contemporaneamente, si annunciava la morte del “Nobel Homo Commendador Dottore Saverio Betto”, e poi ancora il decesso della signora Florina Impalà, quello del cavalier Edmondo De Marco. Questi, però, sono solo alcuni dei nomi riportati nel quotidiano del 15 dicembre 1978.

Cosa collega il cadavere ai loro necrologi? Per provare a risolvere il giallo, gli investigatori del Gruppo di Catania delle Fiamme Gialle hanno iniziato a fare accertamenti sui nomi segnati nella pagina di giornale. E sulle famiglie, nella speranza di riuscire a trovare qualche indizio, una traccia, uno spunto grazie al quale riuscire a risolvere l’enigma. Per ora, infatti, si sa solamente che il cadavere trovato nella grotta dell’Etna dal cane Halma del soccorso alpino è “un uomo di circa 50 anni”, ha scritto l’antropologo della procura di Catania. “Altezza 1.70”, e “sono state riscontrate malformazioni congenite al naso”. Proprio per questo dettaglio in un primo momento si era pensato di aver finalmente ritrovato il corpo del giornalista Mauro De Mauro. Analizzando la cronologia degli eventi e gli elementi alla mano, però, è difficile pensare possa essere davvero lui.

Anche perché De Mauro era sparito nel settembre del 1970, mentre la pagina di giornale trovata di fianco al cadavere segna il 1978. Inoltre, sul corpo non sono stati riscontrati segni di violenza, e questo fa allontanare dalla pista di un possibile delitto di mafia.

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Di fianco all’uomo anche una bottiglia d’acqua

Quello che più lascia perplessi gli agenti è il vestiario dell’uomo. Niente attrezzatura da escursione in montagna, ma pantaloni lunghi scuri, camicia chiara a righe, cravatta, maglione di lana, impermeabile, cappello e scarponcini civetta numero 41. Poi, una bottiglia d’acqua. Ora si analizzano le denunce di scomparsa dell’epoca, considerando che quello era uno dei luoghi preferiti dalla mafia per nascondere i cadaveri. “È davvero il più singolare dei gialli nella Catania dove tante persone venivano inghiottite dalla lupara bianca della mafia”, ha affermato infatti un investigatore. Tuttavia, non sembra affatto un morto di mafia. Più probabilmente, forse, stava scappando da qualcosa. O da qualcuno. Ma perché? Forse è stato assalito dal dolore causato da una delle morti riportate dai necrologi?

D’altronde, difficile pensare che l’assassino abbia lasciato una prova così importante come la data. Allo stesso tempo, però, perché per 43 anni nessuno si è chiesto che fine avesse fatto quest’uomo? Le domande sono tante, e riguardano tutte un’inchiesta sulla Catania bene degli ultimi anni settanta. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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