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Caos cimiteri a Roma, la Federazione imprese funebri: “Feretri considerati come pacchi”

Caos cimiteri Roma, “Ama ha risposto positivamente sulla velocizzazione delle pratiche burocratiche per sepoltura e cremazione, nelle altre città ci vogliono 48 ore, a Roma invece 20 giorni. Ama ha smentito che non accetta più feretri per le cremazioni, l’impressione è che si navighi a vista. I feretri al momento sono stipati dove possono, vengono considerati come dei pacchi e questo è inaccettabile. Quando va bene sono dentro il deposito uno sopra l’altro, nei casi meno fortunati addirittura in container o dentro i corridoi”. Ad affermarlo ai microfoni di Radio Cusano Campus è Alessandro Bosi, segretario generale della Federazione nazionale imprese onoranze funebri.

Caos cimiteri Roma e stop alle cremazioni: parla il segretario della Federazione delle imprese funebri

A Roma cimiteri al collasso e stop alle cremazioni. “Dopo la manifestazione in Campidoglio abbiamo dato impulso ad un innalzamento della soglia di sensibilità sul problema” afferma Bosi che ammette di essersi mosso anche sulla scorta della storia del figlio di Andrea Romano del Pd. “Da lì c’è stata una maggiore attenzione sulla questione. Negli ultimi giorni l’Ama ha risposto positivamente cercando di andare ad agire sulla velocizzazione del disbrigo delle pratiche per la sepoltura e la cremazione. La lentezza nella creazione dei documenti è una delle concause del problema, nelle altre città ci vogliono 48 ore, qui invece 20 giorni”.

“L’Ama – prosegue il segretario generale della Federazione nazionale imprese onoranze funebri – ha mandato una nota per comunicare che le autorizzazioni alle cremazioni fuori impianto potranno essere presentate direttamente presso lo sportello servizi delegati, anche questo aiuterà ad accorciare i tempi”.

“Il Comune potrebbe agire eliminando il diritto di uscita. L’idea svilente è che si navighi a vista”

“Il Comune però – prosegue  Bosi -anche per gestire il momento di emergenza e venire incontro ai cittadini, potrebbe fare un’ulteriore mossa andando a demolire quell’ulteriore gabella che viene chiesta per i trasferimenti fuori Roma, il diritto di uscita di 177 euro. Questo aiuterebbe a togliere un po’ di stress dai cimiteri romani, molti dei feretri in attesa potrebbero essere portati in altri comuni, ma bisogna incentivare i cittadini a farlo”.

“Le cremazioni? Era annunciato il rifiuto dei feretri, ma su insistenza nostra l’Ama ha emesso un comunicato smentendo questa cosa”, afferma Bosi. “Purtroppo l’idea svilente è che si navighi a vista. Non è possibile che una mattina ti svegli e sai che il funerale non è più lì dove ti avevano detto, ma da un’altra parte. I feretri al momento sono stipati dove possono, vengono considerati come dei pacchi e questo è inaccettabile. Quando va bene sono dentro il deposito uno sopra l’altro, nei casi meno fortunati addirittura in container o dentro i corridoi. I capigruppo hanno parlato di una seduta per affrontare il tema, ma ho sentito che la vogliono calendarizzare il 5 maggio, non mi sembra una tempistica consona”.

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