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Niente “prima gli italiani” per l’assegnazione delle case popolari di Ferrara: la sentenza del Tribunale

A Ferrara niente più “prima agli italiani!” quando si parla di case popolari. A sentenziare è stato il Tribunale civile che è dovuto intervenire a seguito di un ricorso presentato da due cittadini riguardo al regolamento firmato dal sindaco leghista Alan Fabbri e dalla sua amministrazione. Sostanzialmente, il comune emiliano è stato accusato di discriminazione sull’assegnazione degli alloggi popolari, e ora sarà costretto a fare dietro front.

case popolari ferrara

Case popolari Ferrara, la decisione del Tribunale

La regolamentazione sull’assegnazione delle case popolari di Ferrara, quindi, ora dovrà essere riscritta. Secondo il giudice, infatti, l’amministrazione leghista deve delineare “nuovi criteri e punteggi” e “adottare procedure più idonee” per l’accesso al bando e alla graduatoria. Di fatto, perciò, il sindaco leghista Fabbri e la sua squadra sono costretti a rivedere le direttive approvate a inizio mandato che davano un punteggio più alto alle persone che abitavano nella città da almeno tre anni. Inoltre, tra le prerogative c’era anche una serie di documenti che veniva domandata, però, solamente ai cittadini di origine straniera. Per accedere al bando, poi, bisognava passare “tramite la produzione dei certificati rilasciati dal Paese straniero corredati di traduzione in lingua italiana autenticata dall’autorità consolare italiana che ne attesti la conformità all’originale”.

Una serie di regole che, nella realtà, dimostrano una vera e propria discriminazione. Il sindaco di Ferrara, comunque, non ha preso bene la sentenza del Tribunale, e su Facebook ha dimostrato tutta la sua contrarietà. “Pensate che una di queste non rispetta nemmeno il requisito di 3 anni di residenza della Regione Emilia Romagna. Ma pretende un alloggio popolare. Sì, perché dopo anni di Partito Democratico non vedono più l’ingiusta graduatoria che, nei fatti e nei numeri, ha sempre penalizzato e discriminato ferraresi e italiani. La fiducia nella magistratura resta, ma il giudice faccia il giudice nella sua aula di tribunale, io continuerò a fare il sindaco in strada, ascoltando quotidianamente i bisogni reali dei cittadini e agendo con buonsenso”. Della serie: rispetto per la magistratura, ma solo finché non mi intralcia.

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Case popolari Ferrara, niente “prima gli italiani”

La delibera del Tribunale, comunque, spiega nel dettaglio il perchè dell’irregolarità delle norme imposte dal sindaco di Ferrara rispetto all’assegnazione delle case popolari. I criteri, infatti, non possono prevedere limiti temporali basati sulla permanenza del territorio. Il libero accesso alle graduatorie, inoltre, deve essere garantito in base allo status socio-economico della famiglia o del singolo che fa domanda. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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