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Caso ricina, svolta a sorpresa: torna a parlare una persona già sentita dagli investigatori

16/09/2026 18:15

Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, madre e figlia di Pietracatella, in provincia di Campobasso, morte a distanza di poche ore dopo essere state avvelenate con la ricina. Gli investigatori della Squadra Mobile sono tornati ad ascoltare una persona già comparsa nelle precedenti fasi dell’indagine.

Caso ricina Pietracatella, nuovo interrogatorio nell’inchiesta

Si tratta dell’infermiere amico della famiglia che il 26 dicembre scorso era intervenuto nell’abitazione dei Di Vita per praticare alcune flebo alle due donne. L’uomo era già stato sentito dagli investigatori nel maggio scorso e la sua nuova convocazione è arrivata a sorpresa, dopo gli interrogatori effettuati negli ultimi giorni.

L’infermiere era già stato ascoltato

La presenza dell’infermiere nella vicenda era emersa già nei mesi scorsi. Il 26 dicembre, dopo che Antonella e Sara erano state dimesse dall’ospedale, le loro condizioni di salute erano ancora molto precarie. Per questo l’uomo era stato chiamato nella casa della famiglia per effettuare alcune flebo con l’obiettivo di aiutarle a reidratarsi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’intervento era avvenuto davanti ad altre persone. L’infermiere aveva già fornito agli inquirenti la propria versione dei fatti, ma ora è stato nuovamente convocato per essere ascoltato nell’ambito degli approfondimenti che stanno interessando gli ultimi giorni di vita delle due vittime.

Perché è stato richiamato?

La nuova convocazione arriva in una fase particolarmente delicata dell’inchiesta. Gli investigatori stanno infatti cercando di ricostruire nel dettaglio che cosa sia accaduto nella casa della famiglia Di Vita e soprattutto quando e in quale modo Antonella e Sara siano entrate in contatto con la ricina.

Al momento non significa che l’infermiere sia accusato di un reato. La sua posizione, per quanto emerge dalle informazioni disponibili, è quella di una persona ascoltata nell’ambito degli accertamenti. La nuova audizione serve quindi a verificare elementi utili alla ricostruzione della vicenda.

La ricina e il giallo di Pietracatella

La morte delle due donne era stata inizialmente interpretata come una possibile intossicazione alimentare. Successivamente gli accertamenti hanno individuato nei loro organismi la presenza della ricina, una sostanza altamente tossica. Da quel momento l’inchiesta ha cambiato direzione e la Procura di Larino procede nell’ambito di un’indagine per duplice omicidio.

Proprio la ricostruzione delle ore precedenti ai due decessi rappresenta uno degli aspetti centrali dell’indagine. Gli investigatori stanno cercando di comprendere non soltanto dove possa essere avvenuta l’esposizione alla sostanza, ma anche quali persone abbiano avuto contatti con le vittime e con l’ambiente familiare nei giorni decisivi.

Gli altri interrogatori

La nuova audizione dell’infermiere si inserisce in una più ampia serie di interrogatori. Negli ultimi giorni sono state nuovamente ascoltate diverse persone legate alla famiglia, mentre gli investigatori continuano a raccogliere testimonianze per ricostruire rapporti personali, spostamenti e circostanze che potrebbero aiutare a fare luce sul caso.

Nei mesi scorsi erano stati inoltre acquisiti diversi dispositivi elettronici appartenuti alle vittime. Cellulari, computer e altri apparecchi vengono analizzati per verificare le attività online, le comunicazioni e i rapporti delle due donne, alla ricerca di eventuali elementi utili all’inchiesta.

Il mistero resta aperto

La nuova convocazione dell’infermiere non fornisce, da sola, una risposta al giallo. Gli investigatori devono ancora ricostruire con precisione la dinamica dell’avvelenamento e stabilire come la ricina sia entrata nella disponibilità delle vittime.

L’inchiesta prosegue quindi su più fronti, tra nuove audizioni e accertamenti tecnici. E proprio il ritorno in Questura di una persona già ascoltata nei mesi scorsi dimostra che gli investigatori stanno continuando a verificare ogni dettaglio della vicenda, nel tentativo di arrivare a una ricostruzione completa della morte di Antonella e Sara.

Fonte: la Repubblica

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