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“Ciclismo femminile”, Annemiek Van Vleuten in lacrime sul podio: «Credevo di aver vinto»

Capita a tutti di sbagliare, soprattutto quando si è sopraffatti dall’emozione. È successo alle Olimpiadi di Tokyo 2020, che hanno visto incappare in una gaffe clamorosa una delle atlete più promettenti. Credeva di aver vinto l’oro, ha esultato così come una pazza. Ma non era vero: dopo il traguardo si è resa conto dell’amara sorpresa: era arrivata seconda. Comunque un ottimo risultato, ma per un campione abituato a dominare, talvolta, l’argento non rappresenta che il primo dei perdenti. Protagonista dell’episodio “disastroso”, proprio perché la gioia prima e la delusione poi sono state trasmesse in mondovisione, l’olandese Annemiek Van Vleuten.

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“Ciclismo femminile”, Annemiek Van Vleuten in lacrime sul podio: «Credevo di aver vinto»

Elisa Longo Borghini ha chiuso al terzo posto la prova in linea femminile di ciclismo. Sul podio con lei anche l’austriaca Anna Kiesenhofer, oro dopo una lunga fuga, e l’olandese Annemiek van Vleuten, argento. Era questa la classifica giusta, ma quest’ultima aveva inteso di essere arrivata prima. Annemiek Van Vleuten credeva, a torto, di aver vinto e per questo aveva esultato. Nei momenti concitati della gara, forse nella foga delle pedalate, l’olandese non si era resa conto di avere davanti a sé la Kiesenhofer, che in solitaria si era avviata ad agguantare una bella medaglia d’oro.  L’austriaca si era lasciata alle spalle tutto il gruppone, inclusa la Van Vleuten, che non l’aveva notata. Tanto che aveva pensato di essere arrivata prima. A colpire l’immagine sullo sfondo della Kiesonhofer, oro olimpico, sdraiata distrutta a terra stremata, e la Van Vleuten al settimo cielo, che esulta e corre ad abbracciare l’allenatore convinta di essere sul gradino più alto del podio. Un’euforia, che intendiamoci può valere anche per un argento.

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«Ero venuta qui per l’oro, torno a casa con l’argento al collo che al momento mi fa provare un misto di sensazioni contrastanti»

«Ero venuta qui per l’oro, torno a casa con l’argento al collo che al momento mi fa provare un misto di sensazioni contrastanti. Sono orgogliosa di quanto ho fatto, di aver dimostrato che a 38 anni si può essere competitivi ai massimi livelli, ma delusa perché ero convinta di essere riuscita a vincere. Non sapevo ci fosse davanti un’altra ragazza per quello al traguardo ho esultato. Abbiamo ricevuto troppe comunicazioni sbagliate: non sapevamo chi c’era davanti e i distacchi. Anche quando ero in avanscoperta io non avevo i tempi, dovevo chiedere alla moto della tv che mi desse i riferimenti. Non ha senso che nella gara più importante di tutte non siamo autorizzate a usare le radioline. Sono state tolte per rendere le corse più interessanti invece le rendono solo più confuse. Non è professionale», ha dichiarato Annemiek Van Vleuten, commentando l’equivoco. Leggi anche l’articolo —> “Tokyo 2020”, Italia superlativa: Medaglia d’argento nella staffetta 4×100 stile libero

 

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