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Colpa d’Alfredo retroscena dopo 40 anni: «Vasco perse Daniela, ma scrisse un capolavoro»

Su “Leggo” l’intervista ad Andrea Giacobazzi, che ha ispirato la hit “Colpa d’Alfredo”. Anche lui fa parte della combriccola del Blasco ed è un grande amico del rocker di Zocca. Perché colpa d’Alfredo e non di Andrea? Presto detto: «Vasco ha sempre detto che suonava meglio Alfredo, per tutti a Zocca io sono diventato Alfredo…», ha esordito Giacobazzi, che ha svelato un retroscena clamoroso su uno dei brani più noti del cantante emiliano. Il 27 novembre nella collana “R PLAY Edition 40th” uscirà la nuova edizione di “Colpa d’Alfredo”, il terzo disco di Vasco Rossi pubblicato originariamente nell’aprile 1980. Ad accompagnare un corto inedito realizzato per la canzone “Anima fragile”, una clip d’animazione diretta dal regista Arturo Bertusi.

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Vasco Rossi

“Colpa d’Alfredo”, il retroscena dopo 40 anni: «Vasco perse Daniela, ma scrisse un capolavoro»

«Erano anni intensi, non so dire se belli o brutti. L’inizio musicale non fu facile, non veniva capita certa musica, c’era un perbenismo di fondo che rendeva tutto più difficile. A questo ci aggiunga che sicuramente eravamo tutti un po’ storti…(ride, ndr). Comunque era estate e Vasco già da mesi faceva il disc jockey allo Snoopy. Con il caldo il locale si trasferiva in un’altra location all’aperto. Un drink dopo l’altro si passavano le serate lì a cazzeggiare, a rimorchiare ragazze e a pensare a quello che fare quando uscivamo dalla sala da ballo. Vasco era perso per una ragazza di vicino Modena, la Daniela. Ci provava ogni sera e ogni sera lei inventava scuse. Un giorno accettò di uscire con lui e da lì iniziò tutto», ha raccontato Andrea Giacobazzi. Poi il dettaglio: «Vasco venne da noi, stava a duemila per l’emozione. Io iniziai a parlargli dicendo che, visto che doveva arrivare a Misano dove la sera avrebbe dovuto suonare, era meglio che partiva in tempo utile per non rimanere imbottigliato nel traffico. Questi erano i discorsi seri e inopportuni che gli hanno fatto sciupare tutte le occasioni», ha svelato l’amico dell’artista.

Vasco Rossi

Andrea Giacobazzi: «Per me rimarrà sempre il ragazzetto a cui prestavo dieci mila lire per far benzina»

La realtà è stata raccontata per filo e per segno nella canzone: «La discoteca era frequentata da un certo Santino, un ragazzotto con origini meridionali. Aveva la carnagione così scura che dopo mezza giornata al mare sembrava un tunisino… si era comprato una Bmw e Daniela scelse di andare via con lui, lasciando Vasco a fare tutti i suoi progetti», ha detto Giacobazzi. Insomma perse Daniela, ma scrisse un capolavoro. Nella canzone Vasco prometteva che prima o poi l’avrebbe ucciso: «Non credo lo farebbe mai, la nostra è una di quelle amicizie reali che hanno resistito nel tempo», ha replicato al giornalista di “Leggo” l’amico del rocker. «Per me Vasco rimarrà sempre il ragazzetto a cui prestavo dieci mila lire per fare benzina, non la star ma l’uomo. Una persona eccezionale», ha concluso l’«Alfredo» d’Italia. Leggi anche l’articolo —> Vasco Rossi: «Agli scalini del Modena Park mi sono ricordato di quando mi misero in galera»

 

 

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