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Concerti dal 15 giugno, all’aperto 1000 posti e al chiuso 200: divieti e prescrizioni

E’ uscito il nuovo decreto del Governo dove finalmente si parla anche di concerti, teatri e cinema. Nonostante la “bella notizia” sia organizzatori di eventi che fruitori di concerti hanno dovuto frenare gli entusiasmi. Le linee guida imposte dal governo sono così restrittive che la maggior parte degli eventi sono stati comunque cancellati. Il mondo della musica non è soddisfatto della risposta del governo che ancora una volta non sembra conoscere affatto un settore che dà un grande valore culturale ed economico allo Stato.

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concerti 15 giugno

Concerti dal 15 giugno

L’attività concertistica in Italia potrà ripartire il 15 giugno 2020. Lo stabilisce il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio che entrerà in vigore domani 18 maggio. Si specifica che regioni e province autonome possono stabilire una diversa data in relazione all’andamento della situazione epidemiologica. I concerti si potranno tenere condizione che vi siano posti a sedere pre-assegnati e distanziati di un metro, distanza che vale sia per gli spettatori, sia per il personale. Il numero massimo di spettatori sarà 1000 per gli spettacoli all’aperto e 200 per quelli in luoghi chiusi. Una riduzione clamorosa che impedisce la realizzazione di grandi eventi. Al momento non è specificato fino a quando sarà in vigore questo decreto, ma anche Ligabue ha deciso di posticipare il concerto per i 30 anni di carriera che si sarebbe dovuto tenere a settembre.

concerti 15 giugno

Le condizioni del decreto

Non finisce qui. Un allegato del decreto specifica quali devono essere le linee guida da seguire oltre al mantenimento della distanza di sicurezza: misurazione della temperatura corporea a tutti, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C; utilizzo obbligatorio di mascherine per gli spettatori; utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori; periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti; adeguata areazione naturale e ricambio d’aria; disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani; divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.

E’ soprattutto l’ultimo punto a creare forti dubbi. Gli organizzatori si trovano di fronte a un aumento dei costi e una diminuzione degli incassi derivanti sia dai biglietti all’ingresso che alla vendita di bevande. Questo decreto è un passo avanti, ma mostra così tante lagune che rivedere un concerto quest’estate sembra quasi un miraggio. >>Diletta Leotta Instagram irresistibile, auguri a Fiorello ‘piccanti’: biancheria fuoriesce dall’abito

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