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“Ci vogliono tagliar fuori dal governo”: cosa sta succedendo tra il M5S e Draghi

L’aria di tempesta sembra non voler lasciare Palazzo Chigi. Anzi. La questione del termovalorizzatore a Roma all’interno del Decreto Aiuti ha scatenato ancora di più gli animi, in particolare tra le mura del Movimento 5 Stelle. “Inizio ad avere il dubbio che qualcuno ci voglia fuori dal governo“, ha infatti commentato il leader pentastellato Giuseppe Conte. “Se è così, facciano pure”, ha poi aggiunto con uno dei suoi. D’altra parte, con una coalizione di governo così variopinta, era scontato che a un certo punto si incominciasse a discutere per tutto…

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Conte e i sospetti contro il M5S

Come sottolinea Matteo Pucciarelli su Repubblica, i grillini iniziano a essere particolarmente infastiditi. Anzi, sospettano proprio che il presidente del Consiglio li stia provocando, forse per vendicarsi dell’aver intralciato la sua corsa al Quirinale. O forse perché, a conti fatti, è proprio l’ex Premier che da settimane cerca di fare il bastian contrario al governo. Ha espresso disaccordo un po’ su tutto: dalle spese militari all’invio delle armi in Ucraina fino allo scostamento di bilancio. Il tutto mentre punta il dito contro il Partito Democratico. Sostanzialmente, quindi, sta cercando di ridare vita a un Movimento 5 Stelle che negli ultimi anni ha dovuto (o forse voluto?) costantemente abbassare la testa per scendere a continui compromessi. E il consenso politico ne ha risentito.

Nonostante questo, però, Conte vuole andare dritto per la sua strada: “Sulla norma sull’inceneritore spero non si pensi neppure lontanamente di mettere la fiducia”, ha infatti dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione della Scuola di formazione politica dei 5 Stelle. Una frase che suona un po’ come un avvertimento, ma che in realtà non spaventa visto che a quanto pare Draghi non sembra avere alcune intenzione di porla. Se poi si dovesse cambiare idea, invece, al Movimento rimarrebbero solamente due opzioni: votare e uscire dall’esecutivo, o piegarsi (di nuovo). E visto come sono andate le cose negli ultimi anni, la seconda scelta sembra già essere la più probabile. Anche se ultimamente l’idea di passare all’opposizione sembra non spaventare così tanto i pentastellati.

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Conte, il Movimento 5 Stelle e l’ipotesi dell’opposizione

Tornare dall’altra parte dopo anni di governo per il Movimento 5 Stelle potrebbe essere una strategia vincente. C’è il rischio di rompere in due il partito, è vero, ma anche di riconquistare un po’ di credibilità agli occhi dell’elettorato. E quindi di presentarsi meglio alle prossime elezioni che, in fin dei conti, non sono poi così distanti. A dirla tutta c’è già chi fa il tipo per una eventuale frattura. Tra i primi della fila troviamo il senatore Vito Petroncelli, presidente della commissione Esteri, un uomo fieramente filo russo che, per qualche strano motivo, non è ancora stato espulso dal Movimento. “È la gente che vuole i 5 Stelle fuori dal governo”, ha scritto sul suo profilo Twitter.

Tra l’altro su di lui c’è in corso una manovra trasversale per rimuoverlo dalla presidenza di commissione. Gli esponenti membri della stessa di M5S, PD, Iv, Lega, Fi e FdI hanno già rassegnato le proprie dimissioni e non verranno sostituiti dai rispettivi capigruppo. In questo modo ci si augura che il blocco dei lavori serva a giustificare la sua destituzione da parte della giunta per il regolamento del Senato. In realtà, però, pare che Petrocelli non abbia intenzione di fare un solo passo indietro, anzi: “Intendo in ogni caso fare ricorso alla Corte Costituzionale”, ha dichiarato.

Intervistato dalle Iene, poi, ha aggiunto: “Rimango presidente perché credo di dover rappresentare un pezzo di paese che nel Parlamento italiano non è rappresentato. Perché non devo rimanere alla presidenza della commissione Esteri se rappresento il pensiero di buona parte degli italiani?”. Con queste parole fa riferimento alla sua opinione contraria rispetto all’invio di armi in Ucraina, ma la verità è che Petrocelli è finito nel mezzo delle polemiche per la sua vicinanza al governo russo, rivendicata più e più volte. >> Tutte le notizie di UrbanPost

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