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Conte e il “divorzio alla grillina”: le telefonate segrete tra l’ex comico e il premier Draghi

“Divorzio alla grillina”, come scrive Simone Canettieri su “Il Foglio”, raccontando un gustoso retroscena tra Grillo e Conte. L’ex premier parla di «rapporto compromesso» e minaccia di lasciare il M5s, fondando un nuovo partito, ma non è da escludere che si arrivi ad un chiarimento. Non sarebbe certo la prima volta in politica, dove continua ad essere valida la massima di Belzebù ‘meglio tirare a campare che tirare le cuoia’, raccolta dall’inviato dell’Ansa Amedeo La Mattina. Son passati gli anni, ma «nihil sub sole novum». Non a caso alla Presidenza del Consiglio dei ministri abbiamo oggi lo stimatissimo professor Draghi, direttore Generale del Tesoro proprio negli anni Novanta (dal ’91 al 2001), chiamato da Guido Carli, su suggerimento di Ciampi, allora governatore della Banca d’Italia, proprio nei governi Andreotti VI e VII.

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conte grillo

Conte e il “divorzio alla grillina”: le telefonate segrete tra l’ex comico e Draghi, retroscena de “Il Foglio”

Tra Grillo e Conte c’è aria di tempesta, i toni oggi sono drammatici. Uno scontro che si colloca a metà tra la farsa e la commedia. L’avvocato del popolo, dopo l’umiliazione subita dal fondatore del M5s davanti ai parlamentari grillini, vorrebbe delle scuse. «La ferita narcisistica» c’è, come scrive Canettieri, che riporta su “Il Foglio”: “Grillo è convinto che Conte non si metterà in proprio (“Fa la fine di Monti”) e non si sposta dal centro della scena”. Al giornale diretto da Cerasa risulta che l’ex comico continui ad avere telefonate frequenti con Mario Draghi: il rapporto tra quest’ultimo e Grillo, “la strana coppia della politica italiana, è nato a febbraio con la formazione del governo (“Pensavo fosse il banchiere di Dio invece è un grillino”) ed è stato coltivato in questi mesi nel segreto di telefonate tutte le volte che il premier o il Garante hanno avuto un dubbio da sciogliere su un tema in agenda”. Secondo quanto riferisce Canettieri non si tratterebbe di un rapporto formale, l’ex numero uno della Bce sembrerebbe gradire le battute dell’ex comico. L’ultimo colloquio, sempre secondo “Il Foglio”, sarebbe avvenuto una settimana fa, forse per chiarire la visita di Grillo all’ambasciata cinese, in concomitanza del G7, ma non solo. Un particolare che spiegherebbe perché Grillo “non voglia cedere il passo nel nuovo statuto che ha contestato con una violenza incredibile”. In sostanza il garante vuole restare in partita, non vuole diventare un fantoccio di Conte, ancora una volta pronto a prendersi tutta la luce del proscenio e a sgomitare quando ciò non accade. Leggi anche l’articolo —> Mario Draghi e quell’esperienza traumatica che gli inculcò la «religione del lavoro»

conte draghi

Gli scenari futuri sul binomio Conte Grillo

L’ex presidente del Consiglio – e basta la rassegna stampa di oggi per confermarlo – rimprovererebbe a Grillo la “non linearità nei comportamenti”, ma è ben consapevole che ad un granchio non si può insegnare a camminar dritto. L’ex comico non cambierà la sua natura e Conte dovrà accettarlo anche in caso di accordo tra le parti sul nuovo statuto. Qualora quest’ultimo non dovesse andare in porto, un fatto appare certo: l’ex presidente del Consiglio non tornerà a fare il professore, tantomeno resterà tra le file dei grillini se non potrà essere leader. La domanda è: c’è qualcuno disposto a seguirlo? “Il Foglio” fa una prolessi su questa possibile nuova avventura politica di Conte: “Al Senato dove ha dalla sua grande parte del gruppo, potrebbe riuscire un’operazione svuotamento. Discorso diverso alla Camera dove su duecento parlamentari solo la metà sarebbe pronto a seguirlo”. Ancora si brancola nel buio, ma Canettieri non ha dubbi: assisteremo a «psicodrammi all’insegna di “vuoi più bene a nonno Beppe o a papà Giuseppi?”». Uno dei due ne uscirà malconcio. E Di Maio? Beh, avrebbe potuto mediare o perlomeno provarci. Qualcuno in queste ore sta cercando di risolvere la faccenda coi soliti mezzi da remoto, surrogato di una sorta di democrazia diretta. Come riporta “Huffington Post” i militanti pentastellati si sono affidati alle petizioni online per chiedere a Conte e Grillo di sotterrare l’ascia di guerra. Sulla piattaforma ‘Change.org’ c’è la petizione, presentata dal blogger e attivista M5S Fabrizio Uda. Leggi anche l’articolo —> La storia d’amore tra Grillo e Conte è finita

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