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Coronavirus, anestesisti preoccupati per il Sud: «Terapie intensive a rischio in meno di un mese»

La pandemia da Covid riprende vigore anche in Italia. I dati giornalieri sono in netta crescita, così come anche il numero di tamponi eseguiti. Ieri, 9 Ottobre 2020, sono stati registrati 5.372 nuovi casi (con 129.471 tamponi eseguiti) e 28 morti. In aumento anche il numero dei ricoverati in terapia intensiva 387 (+ 29 rispetto all’8 Ottobre 2020). Per quanto riguarda la situazione regioni: la Lombardia resta quella con il maggior incremento giornaliero di nuovi casi (983). Inoltre il trend negativo in costante aumento fa scattare l’allarme di una probabile seconda ondata. Ad essere preoccupati sulla situazione coronavirus sono soprattutto gli anestesisti: la rianimazione al Sud è a rischio in meno di 1 mese, visti i dati registrati dalla Campania negli ultimi giorni.

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Coronavirus, anestesisti: rianimazioni al Sud a rischio in meno di 1 mese

La situazione coronavirus sta facendo preoccupare gli anestesisti. La rianimazione al Sud è a rischio e nel prossimo mese potrebbe essere fuori controllo. Il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), Alessandro Vergallo, come riportato dall’ANSA, ha dichiarato: «Se l’andamento dei casi di infezione da SarsCov2 continuerà con i ritmi ed i numeri attuali, e senza misure di ulteriore contenimento, stimiamo che in meno di un mese le terapie intensive al Centro-Sud, soprattutto in Lazio e Campania, potranno andare in sofferenza in termini di posti letto disponibili. Siamo molto preoccupati per le Regioni meridionali dove rileviamo una maggiore impreparazione a far fronte ad un eventuale peggioramento della situazione».

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C’è il rischio di una seconda ondata?

Sulla possibilità di una seconda ondata di Covid-19, come riportato dall’ANSA, il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), Alessandro Vergallo, ha affermato: «Quella che stiamo vivendo in questi giorni potrebbe essere l’inizio della seconda ondata della pandemia da Covid-19 piuttosto che l’onda lunga terminale della prima fase pandemica. Questo ci preoccupa perchè presuppone un ulteriore aumento dei contagi. Potremmo essere dinanzi ad una fase di iniziale aumento esponenziale dei casi, e non più dinanzi ad un aumento lineare più contenuto».

Dunque la situazione coronavirus in Italia non è da sottovalutare e bisognerà prendere tutte le precauzioni necessarie per arginare il più possibile il pericolo di una seconda ondata. Anche in Europa e nel resto del Mondo i dati restano preoccupanti. In queste ore sono scattati i tamponi obbligatori per chi arriva in Italia da Belgio, Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna. La lista è stata aggiornata dall’ordinanza firmata il 7 ottobre dal ministro della Salute e pubblicata ieri in Gazzetta ufficiale. >> Altre News

Foto di repertorio

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