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Coronavirus isolato il ceppo italiano presso l’Ospedale Sacco di Milano

Dopo giorni di ansia e paura, una buona notizia sul Coronavirus è giunta nelle ultime ore dall’Ospedale Sacco di Milano. Tre ricercatrici e un ricercatore hanno isolato il ceppo italiano del Coronavirus, stessa cosa accaduta allo Spallanzani di Roma per quello cinese. La notizia è stata confermata da Massimo Galli, professore di Malattie Infettive all’Università di Milano e Direttore delle Malattie Infettive all’Ospedale Luigi Sacco di Milano. Il ceppo italiano del Coronavirus è un virus “autoctono”, ovvero “locale”, ed è differente da quello proveniente dalla Cina. Grazie a questo importante passo avanti sarà ora possibile tracciare i contagi e quindi agire nel miglior modo possibile per fermarne la diffusione.

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Coronavirus isolato il ceppo italiano

Tre ricercatrici e un ricercatore precari dell’Ospedale Sacco di Milano hanno isolato il ceppo italiano del Coronavirus. Massimo Galli, Direttore delle Malattie Infettive all’Ospedale Luigi Sacco di Milano, come riportato dal Corriere della Sera, ha dichiarato: «Lo abbiamo intercettato e studiato. Questo virus è capace di distruggere certe cellule in laboratorio. Adesso stiamo analizzando il suo patrimonio genetico e lo dobbiamo sequenziare. Il primo passo è quello di meglio definire che cosa è successo nelle aree lombarde “contaminate” dal coronavirus. Di capire se e come è esistito un paziente “zero”, cioè quello che ha dato il via al contagio».

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Le parole di Claudia Balotta

Claudia Balotta, ricercatrice presso l’Ospedale Sacco di Milano, come riportato da Il giorno, ha dichiarato: «Il ceppo che abbiamo isolato è di pazienti che si sono infettati in Italia. Si potrà tracciarne il percorso nella popolazione italiana, per appurare se i focolai siano effettivamente due o uno solo, con la certezza non solo del dato relativo alla storia clinica del paziente, ma anche con lo studio sul genoma nei diversi pazienti. Poi si potrà arrivare alla datazione di ogni virus, per capire da quanto tempo circola in Italia». Infine, come riportato dal Corriere della Sera, la ricercatrice ha dichiarato: «Dobbiamo adesso studiare farmaci e vaccini contro questo nuovo coronavirus. E lo studio di queste nuove varianti può essere particolarmente utile allo scopo».

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