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Crisi governo, Renzi: «Draghi è la speranza del paese. L’odio di questi giorni mi ha fatto male»

Crisi governo Renzi intervista – Giovedì 4 febbraio 2021. «È probabile che io sia il più impopolare del Paese, è improbabile che Conte sia più popolare, ma è certo che Draghi sia il più competente. Va bene così». Nel day after del Conte due e nelle prime ore di Draghi incaricato Matteo Renzi sembra assai soddisfatto del suo operato. Non c’è stato modo di dialogare: «Quando noi abbiamo tolto dal tavolo tutti gli elementi divisivi, sia sui nomi che sui contenuti, e loro hanno rilanciato su giustizia e Mes. Lì ho capito che era finita», ha detto il leader di Italia Viva a “Repubblica”. Alla domanda “Come ha festeggiato la cacciata di Conte?”, Renzi ha risposto: «Non ho niente da festeggiare. Sono solo felice di vedere una personalità come Draghi».

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crisi governo Renzi

Crisi governo Renzi: «Draghi è la speranza del paese. L’odio di questi giorni mi ha fatto male»

Nell’intervista a “Repubblica” Renzi non ha risparmiato un attacco ai suoi “ex amici”: «La linea politica del Pd in questa crisi per me è inspiegabile. Potevano svolgere una funzione di mediazione, di equilibrio, di rilancio. Hanno scelto di appiattirsi sulla posizione “O Conte o voto”. Le vicende di questi giorni dimostrano che la politica non si fa con gli aut aut ma con una paziente opera di tessitura e dialogo». Il leader di Iv ha spiegato poi ancora una volta perché ha “staccato la spina” al governo Conte: «Per me serviva cambiare sia sulla giustizia che sulla scuola che sulla gestione commissariale. I 5S hanno scelto di fare la resistenza su tutti e tre. Mi domando se i gruppi grillini fossero a conoscenza che non solo la linea era “O Conte o morte”, ma addirittura “O Bonafede Arcuri e Azzolina o morte». Sul finale Renzi non ha taciuto una certa amarezza: «Dal punto di vista personale, invece, voglio rifiatare. Ho vissuto con molto dolore l’aggressione mediatica di queste settimane: l’odio e il pregiudizio non mi avevano mai fatto male come stavolta, devo confessarlo. Ma il fatto che a Palazzo Chigi stia per arrivare Draghi ci rinfranca per tutte le polemiche. Molti finalmente capiscono perché abbiamo fatto la crisi. Nonostante tutto, sì, ne valeva la pena».

conte

«Sarà il numero uno in termini di capacità e visione»

Beh, un fatto è certo. L’apertura della crisi è servita a Renzi da balsamo per la sua immagine a livello internazionale. Una prova è arrivata nella mattinata di ieri quando l’ex sindaco di Firenze è stato intervistato dalla Cnn. Alla tv americana questi si è aperto, tirando fuori un pensiero taciuto per giorni: «Penso che Draghi sia il miglior presidente del Consiglio per l’Italia, in particolar modo in questo momento. Una personalità ammirata nel mondo, la speranza del Paese. Sarà il numero uno in termini di capacità e visione». Ed è inutile negarlo: qualora Draghi riuscisse ad ottenere la maggioranza in Parlamento, potrebbe essere per Renzi una buona occasione di riscatto.

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Un modo, come scrive “La Stampa” per scrollarsi di dosso l’immagine di “demolition man”, «sopraggiunta tre settimane fa ad opera del ‘Financial Times’, che rischiava di pesargli per sempre anche oltre i confini nazionali». Lui stesso alla Cnn ha voluto rimarcare il valore “patriottico” del suo “folle volo”: «Se hai una visione, non puoi seguire i sondaggi giorno dopo giorno, ma hai il dovere di pensare al futuro. Alcuni amici e anche in famiglia non hanno capito perché avevo aperto la crisi proprio ora». Leggi anche l’articolo —> Renzi travolto dagli insulti per la foto del tricolore: commenti irripetibili

 

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