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M5S, i “dolori del giovane Di Battista”: violento attacco al neo-ministro Cingolani

Alla vigilia del voto sulla fiducia al governo Draghi, Alessandro Di Battista torna a pungere. “Se fossi ancora un parlamentare – dice all’Adnkronos l’ormai ex esponente M5S – chiederei immediatamente al neo-ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani di venire in Aula e spiegare nel dettaglio al Parlamento, quindi alla Nazione, la vicenda raccontata questa mattina dal Fatto Quotidiano. Ovvero un finanziamento di 3,5 milioni di euro elargito dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), all’epoca diretto dallo stesso Cingolani, al laboratorio di nanotecnologie di Lecce diretto dalla sua ex-moglie”.

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L’attacco Cingolani sulla vicenda del laboratorio di nanotecnologie di Lecce

Di Battista si riferisce alla vicenda, raccontata oggi da Il Fatto Quotidiano, per cui il neo ministro alla Transizione ecologica, il fisico Roberto Cingolani, non è mai né finito sotto qualsivoglia indagine interna all’istituto di cui è stato a lungo presidente, né tantomeno indagato. “Credo sia un dovere di un ministro della Repubblica – prosegue Di Battista – dissipare qualsiasi dubbio sulla sua condotta passata e su possibili conflitti di interesse. D’altro canto una sana opposizione ad un governo di tutti è utile alla stessa democrazia. Anche i tecnici hanno il dovere di rispondere alla pubblica opinione”.

A chiarire i dubbi di Di Battista ci ha pensato subito la ex moglie del ministro, Rosaria Rinaldi, oggi professore ordinario di Fisica della Materia presso il Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento a Lecce. “Io non sono stata né direttrice, né responsabile di alcun centro, mi riferisco al National Nanotechnology Laboratory poi confluito nel Cnr-Istituto Nanoscienze” ha precisato, in relazione alle polemiche sollevate sul passato lavorativo di Roberto Cingolani che la vedono protagonista nell’intreccio di nomine legate alla direzione del laboratorio per le Nanotecnologie di Lecce.

Di Battista cerca di marcare le distanze dal Movimento: punta ad un suo gruppo in Parlamento?

Di Battista, da quando ha annunciato l’abbandono al M5S dopo la decisione del Movimento di sostenere il governo Draghi, continua a marcare le distanze dalle scelte dei pentastellati. Come l’entusiasmo, a dire il vero nemmeno così evidente, per la scelta del fondatore dell’Istituto italiano di tecnologia come ministro per la Transizione ecologica. Proprio quel ministero “chiesto” da Grillo con l’articolo manifesto sul suo blog che ha indirizzato il Movimento verso il sì a Draghi.

Insomma, Di Battista cerca spazio e proseliti tra gli scontenti dopo l’ennesima sbandata del Movimento. E se si tornerà a votare su Rosseau, come sembra, per sostituire l’attuale capo politico Vito Crimi, in predicato per un posto da sottosegretario nel nuovo governo, potrebbe dire ancora una volta la sua. Come? Influenzando la scelta del direttorio (si parla di 5 persone) che dovrebbe tenere in piedi il malconcio M5S, in attesa di una vera ri-costituente che lo porti fuori dalla crisi in cui è precipitato. Ma non aspettando Conte altrimenti, pare di capire, Di Battista farà da sé. A partire da un nuovo gruppo in Parlamento. >> I retroscena di politica italiana

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